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Namastè!

Un po' (90%) perchè mi è sempre piaciuto scrivere. E me ne è tornata la voglia; di unire i puntini, mettere i puntini sulle i. Scrivere tante parole anche con altre vocali, a meno che non si voglia cimentarsi in un famoso gioco infantile.

Un po' (10%) perchè devo dare un senso a un piccolo investimento passato che consta in : n.1 tastiera logitech originale + n.1 mouse cinese con luci che si illuminano e cavo rosso e nero.

Ecco quindi che ho deciso di aprire una nuova pagina, Blog. Realtà e attualità della politica, economia, società, cultura, musica, cinema, ambiente, attivismo e altro verranno interpretate attraverso la mia (personale e opinabile) lente dello Yoga e della Cultura Olistica in genere.

Articoli e embrioni di un "I have a Dream" futuro, scrivere un vero e proprio libro su queste variopinte esperienze.

Dello Yoga si è scritto e detto tanto: libri sulla filosfia, la storia, gli aspetti tecnici; eppure mancano quelli che cercano di presentarcelo non come una mappa tutta svolta, ma come una nave in navigazione.

Frammenti di questi file verranno trasmessi in onde e in onda anche sui social; un po' come appetizers ad una cena completa qui, un po' come "Message in a Bottle" alla ricerca di forme di vita intelligente, sia Venusiane che Marziane senza differenza.

Comunque ho anche già lanciato un messaggio subliminale per il tuo inconscio; Message in a Bottle, by Sting. Un artista esperto in Yoga e Tantra.

Ci sono poi altre due aspetti per Me molto importanti;

Innanzitutto è importante per un Istruttore saper diffondere un messaggio che sappia in qualche modo toccare le coscienze, o per lo meno stuzzicarle; se è vero che lo Yoga è 99% pratica e comunque un insieme di tecniche, per me il più alto ideale di insegnamento è la sublimazione in una forma di Arte; e tutte le arti hanno in comune la voglia di stimolare uno sviluppo globale (e quindi olistico) della persona. 

Mi piace poi pensare che leggere queste "pagine" sia il terreno ideale per valutare di essere o no mia/o Allieva/o, tramite la musica della risonanza.

Benvenuta/o...

 

MISS XX, MISTER HP, LO YOGA E LA NORMALITA'

E' passato un anno esatto da una delle più belle lezioni che abbia avuto il piacere di frequentare. Adoro quando posso, e so che chi insegna merita. Andare a studiare. O perlomeno se so che il dove si insegna ha tutti gli attribuiti per fornirmi un'ora in cui possa imparare qualcosa, ma soprattutto immergermi in un ambiente diverso dal solito, estraneo, speciale. Seppure ben radicato tra case d'epoca, negozi, uffici, e tutto ciò che chiama il concetto di produzione. Una bolla insomma, che ti lascia chiedere, quale sia veramente la normalità di ogni giorno, o perlomeno a quale ambire. Una bolla che svanisce pian piano sotto la doccia alla fine dei 75 minuti, tra mille altre bolle. Nel profumo di colla di un adesivo, nella carta di un volantino. Nell'edonistico senso di quanto correre lì sia stato un grande fortuito investimento. La promessa senza una data di tornarci.

Tra le foto sottomano e sotto gli occhi me ne è capitata una, non mia, che sembra avere un forte potere magnetico su di me. Ci sono tre personaggi: una è una famosissima cantante rock, che chiamerò Miss XX. Il ragazzo è un attore che deve tutto ad un personaggio di successo letterario, traslato nel cinema, lo chiamo Mister HP, ma on un po' di intuito ci si arriva facilmente. I suoi film, campioni d'incassi, tengono sempre incollati allo schermo, in tutti gli 8 episodi della saga, grandi e piccoli, penso per motivi diversi. Dai che è facile. La terza persona, una donna, non so chi sia. Forse una comparsa, o forse chi organizza l'evento e ha permesso l'incontro delle due star. Perchè erano lì? Non so. Ma so che assieme, se parlassero delle loro vite, canzoni, film, potrebbero spiegare molto dello yoga e di alcuni punti fondamentali, non tanto perchè lo siano, ma perchè tornano nelle domande poste.

Si abbina bene lo Yoga e la Normalità? 

Se già definire cosa sia lo Yoga è impresa ardua ( è forse è motivo sia del suo fascino, che della sua varietà, che della sua eternità), anche dire cosa sia la Normalità non è facile. Cosa o chi è normale? In senso matematico la norma descrive una zona, un'area dove si trova una maggioranza di risultati; esteso alla società potremmo dire che è quello che è o fa la maggioranza delle persone. Semplice descrizione. E fin qui nessun problema.

Il problema sorge quando si estende il significato è si dice e pensa " è quello che fa la maggioranza, va bene così, è giusto". E' sicuramente vero da tanti, tantissimi punti di vista. Ma da quanti altri è estremamente sbagliato? E cosa comporta?

Mi piace ascoltare diversi tipi di musica e anche riproporli a lezione. Adoro la leggerezza del Pop, il neo kirtan di tante/i artisti di yoga music, e anche la dance. Il rock però è l'unico stile che sento capace di esprimere la complessità dell'animo umano, le varie vicende della vita. La gente si riconosce nelle canzoni rock, non in altre. Miss XX eccelle in questo, capace di passare dal piano alla chitarra elettrica e fermarsi nel mezzo. Ha sempre un senso di magico con sè. Sicuramente come Mister HP. Essendo un maghetto....mi pare il minimo. Ma da quel che si dice tanta gente si è innamorata di lui e dei suoi sodali perchè li vede come "persone normali".... Dunque.... MIss XX e Mister HP condividono un senso di magico ed esoterico ma tutto questo sembra anche normale. Una vera e propria magia insomma...

Bisognerebbe approfondire entrando più nel dettaglio della biografia di lei, della storia letteraria di lui e della storia personale dell'autrice. Non servono molti dettagli, ma bastano alcuni tratti comuni per arrivare dove vogliamo arrivare. Stiamo parlando di persone che hanno conosciuto molte difficoltà di vario tipo, in primis quella parte singolarissima di vita in cui si scopre di avere dei talenti importanti e differenti. Succede in realtà a moltissime persone già e soprattutto nell'adolescenza. Vere e proprie vocazioni artistiche, sportive, spirituali anche.Impulsi a percorrere sentieri in salita o in discesa ma comunque fuori dall'asfalto. Non sono pochi, tutt'altro. Sono moltissime/i. L'impulso può durare pochi mesi, o anche anni. Attende di essere colto ma molto spesso succede che il richiamo alla "normalità" lo lasci cadere in secondo piano. E lui è un amante geloso e se ne va... 

Chi invece riesce a coglierne il richiamo, ci lavoro su, combatte, arriva al successo. Chi più chi meno. Personale, relazionale, economico. E' costato fatica e anche un gran numero di battaglie ma ce l'hanno fatta. 

Al di là di tutto questo, il problema della normalità è proprio questo. Massifica pensiero, azioni, modi di fare. Segna con un tratto di penna il benchmark a cui tutto il capitale nostro dovrebbe tendere, ma molto spesso il tasso d'interesse è dell'1%. Mentre invece sono gli investimenti rischiosi quelli che portano molto, e magari in tempi brevi. 

Lo Yoga in questo è rivoluzionario perchè spinge proprio a uscire da quest' empasse prima che diventi una commedia. La meditazione, la gestione energetica, le tecniche, spingono ad uno sguardo interiore e interrogativo, che dovrebbe scardinare non la normalità come capacità di starci, ma come adesione ai suoi preconcetti, pregiudizi, che costruiscono un architrave di mostruosità. E' una spinta all'individualismo? Da questo punto di vista certamente sì. E con la I maiuscola ( appunto come il simbolo economico dell'investimento). Uno dei pilastri invece di ciò che insegna lo yoga è che ognuno è responsabile in toto della propria vita, e sa che ogni azione (karma) produce conseguenze (karma). 

 

 NAKED AND ALIVE !

 

La TV la guardo poco; cerco d' impiegare il mio tempo in modo diverso. La sera mi alleno, doccia e mi impegno a cenare come più mi aggrada.

Rimangono comunque minuti di relax che lascio in dotazione al piccolo schermo; che non è neanche comunque un ultimo modello. Ma comunque il suo lavoro lo fa.

Cerco soprattutto di vedere film d'azione, sia vecchi che nuovi. Qualche commedia. Evito sempre i film comici; ho un lato goth-introvert-vittoriano che non mi fa mai ridere quando ci si aspetta che debba ridere. Anzi, trovo spesso quelle battute di gradazione sgradevole. Con esclusione di Frankenstein Junior. Mi piacciono i film Fantasy; ultimamente ho visto due volte La Storia Infinita.

Ho ripreso gusto ad ammirare lo spettacolo della WWE Wrestiling...infantile forse.

Mi piace anche qualche reality diverso e B side. Non mi interessa molto se addomesticato o no. Mi piace guardare..e poi al momento giusto dormire....e bye....

Uno di questi verte su una "sceneggiatura" unica nel suo genere. Una coppia, o un singolo, vengono lasciati per alcuni giorni totalmente da soli in un ambiente selvaggio. Jungla, deserto, savana, bosco boreale. Soli, a creare affiatamento. Nudi e Nude.

Si suppone si sia già avvezzi alla sopravvivenza; esperti di survival, sportivi, atleti, militari. Persone che sanno accendere fuochi, pescare senza canna, cacciare, proteggersi dalle intemperie. Mangiare quello che capita e come capita. Attraversare un fiume. Scalare una cima. Combattere un leone come un leone. Farsi coraggio a vicenda. Sopportare freddo, caldo, insetti. Senza comodità, strumenti, tecnologia.

E poi tornare alla civiltà, ringraziandola e apprezzandola di più. Le puntate si concludono sempre con un pic-up grigio che sgommando su una sttrada polverosa raccoglie i malcapitati.

La prova dura o dovrebbe durare 21 giorni; tre settimane di aspre prove e digiuni. Inutile sottolineare che molti mollano prima. E anche chi arriva in fondo è tutto fuorchè in pace con sè stesso. Perdita di peso, perdita d'umore, perdita di quel tono muscolare che ha richiesto lunghe sessioni in palestra per essere scolpito. In sostanza, non è che sia finita in gloria. Mettiamoci anche un po' di disidratazione su.

Il sensazionalismo, accentuato dalle riprese notturne, di animali feroci, piogge, sole accecante e pozze di fango come abbeveratoi porta lo spettatore a vedere quella che è in effetti una grande impresa.

E' davvero così? Piano con l'arroganza e le deduzioni. Io come molti altri probabilmente mollerei subito, ma in realtà neanche inizio. Ma mi spiace una domanda, me la sono fatta.

Ma 21 giorni...sono davvero tanti? Fuck, scusate. I nostri antenati e antenate vivevano e si sono evoluti in quest'ambiente. Contatto con la Natura, non come nemica, ma come Madre, insegnante, Partner. Fusi nei suoi ritmi si sapeva come e cosa raccogliere, cosa e come cacciare. Frutto di esperienza e avventura di generazioni. I ritmi celesti e quelli marini fusi con quelli terrestri. L'uomo e la donna come parte integrante dell'ecosistema e non come fruitore. Senza controllo ne prevedibilità.

Ogni volta che si cacciava si ringraziava per ciò che si prendeva.

Facile l'obiezione: non era certo una vita facile; tutt'altro. Mica si arrivava a cent'anni. Niente da dire. Non sono certo un tradizionalista, che nega tutta la bellezza della modernità. Anzi. Se abbiamo la possibilità di vederci qui è grazie alla tecnologia.

Dico solo che abbiamo pagato un prezzo troppo alto, che non era necessario. O forse solamente, adesso possiamo pagare meno.

Ci siamo disconnessi da quella che è la nostra Origine.

Camminiamo poco e contando i passi. Prendiamo l'auto per andare a correre in palestra.

Mangiamo cibo un po' come capita, siamo sempre a corto di sonno e spesso di energia. Non ci alleniamo. Poi pretendiamo che il trainer o l'insegnante ci faccia diventare come i modelli e le modelle, che comunque quasi sempre hanno il merito di dedicare molto tempo sì ad allenamento, cura della persona, meditazione. E' più facile trovare un divo di Holliwood che pratica yoga che non in altre categorie e tante volte, diciamo la verità, non c'entra il fattore ricchezza. Abbiamo sicuramente meno tempo e possibilità, ma abbiamo i sabati, le domeniche,..le sere....

Basta un po' di vento e ci viene freddo; un po' di caldo e accendiamo il condizionatore.

Chiediamo allo Yoga di darci relax ma non mettiamo in discussione le mille situazioni che generano stress.

In realtà siamo terrorizzati dal perdere il controllo. "Lasciar andare" è un concetto bellissimo e molto misinterpretato. Non si capisce perchè venga abbinato a debolezza, buonismo, faciloneria quando in realtà richiede una gran dose di c......i e o...e. E' esporsi come si è nel momento, impegnarsi ma fino a un certo punto. Le Onde non le puoi fermare o gestire puoi solo decidere se averci a che fare e fidarti o restare a riva. (v. Blog).

Che fare quindi?

Il bello del passare dalla teoria alla pratica è che la pratica deve diventare sempre personale. Quindi ognuna/o valuterà se risuona quanto detto e cercherà una sua Via...

Mi piace vedere così tante persone che praticano sport nel mio paese. Ma attenzione allenamento, fitness, e..questo spirito di cui sopra sono cose diverse. Non in competizione o esclusione, ma universi paralleli. (.v blog.)

Se sei nello Yoga, come fare?

Cerca un posto che veramente ti dia qualcosa, dove ti senti a tuo agio. All'aperto, al chiuso, in Natura. Sicuramente ogni posto va bene per praticare, ma certamente non sono tutti uguali. Questione di energia. Fa che sia segreto.

Vestiti come DAVVERO vuoi. Mettiti qualcosa che veramente ti piace e togliti ciò che non ti piace. Sei libera/o di essere libera/o.

Chi ti ama ti amerà sempre e chi ti giudica lo farà ugualmente.Tanto vale fare come ti fa stare meglio.

Parti con le asana più facili, che stimolano il radicamento. Con questa finalità non è davvero necessario imbarcarsi in quelle più avanzate, non servono.

Inizia con le balance per l'equilibrio, io personalmente adoro la Tree Pose. Continua poi con quelle standing, in piedi di vario tipo.

Aggiungi le tue varianti.

Concludi seduta o seduto in Meditazione. Senti come il c... affonda a terra.

 

 

YOGA E RICCHEZZA – PARTE 1 – ANTIPASTO IN SALSA THAI

 

Leggenda Thailandese

 

"C' era una volta un mendicante che passava le sue giornate a chiedere l'elemosina.

In realtà non era un mendicante normale, in quanto per lui le cose andavano molto peggio del normale. Infatti era bersagliato dalle angherie di un topo. Questo animaletto infatti approfittava dei momenti di distrazione del tipo per rubargli le offerte; cibo, acqua anche denaro. Chissà perchè ce l'aveva con lui...proprio con lui. Il mendicante aveva scoperto..solo con lui!

Un giorno, il mendicante decise di affrontare la situazione, e lo interrogò... - Perchè mi derubi ? Perchè a me ? -

E il topo – Evidentemente è nel tuo destino -

-Non potresti farne a meno? La mia situazione è già così disastrosa !!! Ma perchè mi va così??? - La disperazione era così evidente nel mendicante che il topo se ne uscì con una news sconcertante...

-Guarda, ho saputo che in un villaggio a 4 giorni di viaggio da qui c'è in visita il Buddha: potresti andare da lui a chiedere spiegazioni. Che dici? Avrà sicuramente delle risposte!

Visto l'andazzo al mendicante sembrava la cosa più intelligente da fare. Si alzò e s'incamminò...

Alla sera di quel primo giorno di viaggio era ancora molto distante il villaggio. Decise di cercare ospitalità in casa di qualcuno caritatevole.

Bussò ad una casa e gli aprì un uomo, invitandolo a cena, la moglie cucinava bene; gli offrì anche riparo.

A cena il mendicante rivelò i motivi del suo viaggio; e il benefattore raccontò la sua storia...

-Senti siamo felici di averti qui. Come vedi ti abbiamo accolto senza sapere chi fossi e dove andavi, però abbiamo da chiederti aiuto. Noi abbiamo una bellissima figlia che abita di sopra. Intelligente e brava in tutto ma è successa una sventura. Dalla sera alla mattina ha smesso di parlare, proprio non è più capace! Puoi chiedere al Buddha perchè e come fare? Ti prego!-

Al mendicante, pieno di gratitudine sembrava il minimo da fare; promise di tornare e il mattino dopo partì...

Alla sera del secondo giorno arrivò alla fine di una montagna, nei pressi di un burrone. Il modo più veloce per attraversarlo sarebbe stato di saltare dall'altra parte ma non era possibile. E non poteva fare il giro lungo o non sarebbe arrivato in tempo a quella tappa del Buddha tour. Che fare? Si mise a sedere ed aspettò...

Arrivo un potente yogi mago. Aveva un potente scettro avvolto in un mantello di pelle. Il mendicante spiegò e il mago disse...

-Come avrai capito io sono un grande mago. Posso tranquillamente farti sparire da qui e farti comparire dall'altro lato del burrone. Zapp! Ma ti chiedo un favore; non ho ancora imparato a volare nonostante tutti i miei sforzi e le capacità! Chiedi al Buddha perchè e torna per favore !-

Affare fatto rispose il mendicante. E il viaggio proseguì...

Alla sera del terzo giorno il villaggio meta era ormai prossimo alla meta, ma ecco l'ultimo ostacolo.

Un largo fiume da attraversare a nuoto. E il mendicate non sapeva nuotare! Ecco che comparve una tartaruga gigante. Si offri volentieri di aiutare il tipo ma quando sentì la motivazione, spiegò il perchè del suo apparire così triste....

-Io mi sento in realtà un drago; veloce, scattante, potente e forte più del mago. Ti prego, chiedi al Buddha come devo fare!-

Ovviamente il mendicante acconsentì a questa terza richiesta d'aiuto.

Eccolo arrivare; una folla immensa era seduta attorno al Buddha ascoltando i suoi insegnamenti. Ad un certo punto lui disse: - Grazie per essere qui ! Sono pronto a ricevervi tutte e tutti; ma visto che siete così tante/i potete fare al massimo tre domande ciascuna/o. Via! -

1,2,3... Il mendicante entrò in panico!!! Le sue domande erano in realtà 4 !!!! La sua e quelle tre che aveva promesso.

Poi pensò... - se sono qui lo devo ai tre aiuti che ricevuto...quanta gente e animali soffrono per cose che non sapevo esistessero. In effetti il mio problema non è neanche così grave. Farò le loro tre domande allora...

Venne il suo turno; seduto di fronte al Buddha pose una dietro l'altra le sue questioni. Arrivarono le risposte...

-Caro amico, ritorna dai tuoi amici e dalla Tartaruga e dì loro con forza quanto segue:

Come può un mago volare alto se ha uno scettro pesante? Lasci andare lo scettro e volerà.

Come può una tartaruga nuotare e muoversi come un drago finchè resta nel guscio? Lasci andare lo scudo e diventerà un drago.

Per quanto riguarda la ragazza non so perchè non parli. Posso solo dire che un giorno troverà l'uomo dei suoi sogni e in quel momento stesso parlerà... Om...-

 

Il mendicante si sentì improvvisamente bene ugualmente e cominciò il viaggio di ritorno...

 

La tartaruga si rivelò molto stupita dalla risposta; e decise di separarsi dal suo guscio. In realtà era pieno di pietre preziose raccolte negli anni nel fiume; disse al mendicante -Vuoi? A me non sono mai servite in effetti...-

E lui... - ok.... -

Lei sparì tra le onde con una velocità mai vista.

 

Arrivato al mago raccontò la soluzione per lui ma lo trovò improvvisamente turbato, per il fatto che non ci era arrivato da solo..

-In effetti questo scettro non mi serve molto. Lo vuoi? E' fatto d'oro massiccio...-

Il mendicante era diventato improvvisamente ricco...ricchissimo.

Il mago comincio a volare e se ne andò...

 

Arrivò infine alla casa della prima famiglia; era diventato improvvisamente triste. Lui, il mago e la tartaruga avevano avuto quanto speravano e anche molto più...ma la famiglia...delusi perfino dal Buddha. Si fermò con, per un attimo, l'intenzione di non suonare il citofono e andarsene. Lo avrebbero considerato una m...a ma non avrebbe deluso nessuno! Sarebbe passato un po' di tempo e avrebbero ritrovato tutta la fede in loro stessi, nel Buddha e nel prossimo

Invece decise di mantenere la promessa.

Bussò forte tre volte.

Improvvisamente aprì la porta la figlia...

-Mamma, papà! E' tornato quel viaggiatore di tre giorni fa! -

 

    WHAT IS LOVE ? - DISCO DANCE ANNI '90 PER UNA STORIA POP DISCO DANCE YOGA ANNI '90

     

    "What is Love....?" Ritornellava così una tipica canzone disco anni '90. Begli anni quelli.

    Sicuramente il futuro è sempre nelle nostre mani; gli eventi di oggi sono il risultato di decisioni, pensieri, emozioni, sentimenti, azioni del passato e vissute nel presente. E il presente è sempre il momento più bello che ci sia.

    Da un sondaggio mio personale sembra però che gli anni '90 siano stati particolarmente graditi. Io personalmente ci metto anche la prima decade dei 2000 e anche una manciata di mesi oltre.

    Ma perchè piacciono così tanto?

    Sicuramente il tempo che scorre ha un grande potere psichedelico: tinge di un colore rosa fucsia il passato di ognuna/o, e anche i momenti meno gradevoli prendono questo gusto pantera rosa. Ecco quindi che gli adulti di oggi 2020 tornano alla loro adolescenza anni 90-00. A quella musica a quello stile di vestire, a quelle vacanze, a quelle storie. Si presume che lo stesso faranno altri tra 20 anni; e così via.

     

    E' possibile però che quegli anni abbiano avuto qualcosa di davvero speciale?

    Se a livello micro ognuno di noi ha una sua storia personale, inconoscibile totalmente, ingiudicabile sempre, e quindi così affascinante, è anche vero che a livello macro c'erano delle cose che erano una figata pazzesca.

     

    La decade inizia col botto, con una festa politica. Il crollo dell' Urss e del comunismo, la fine dei muri in Europa, il letterale crollo di un'ideologia e dei suoi rischi, fa respirare tutto quello che è (comunque di più) il mondo libero.

    A noi sembrava poco ma già questo per i nostri genitori meritava l'aprir di bottiglie di Möet.

    Il lavoro si trovava tranquillamente e facilmente anche con un normale diploma. E diventava sicuro. Con due lavori sicuri si vinceva il premio di una banca che ti dava il mutuo tranquillamente per una casa. Il welfare abbondava anche se drogato dal debito.

    Ricordo un articolo sul TIME del 1994 dove alcuni enonomisti addirittura teorizzavano che si sarebbe avviata una fase di crescita economia eterna e per tutti; in sostanza, adesso che ampie popolazioni del mondo avevano abbracciato il nostro sistema, la marginalità era talmente ampia che l'orizzonte di crescita era così spostato che....

     

    Era una generazione che aveva gran voglia di divertirsi. Le discoteche abbondavano ed erano sempre strapiene; i concerti uguale. Molte ragazze si cambiavano i tacchi in auto appena arrivate. Eri in qualche modo "obbligato" a divertirti in quanto non avevi uno schermo in mano con cui distrarti guardando la vita di altri. Dovevi fartela.

    Al massimo potevi permetterti alcuni sms al giorno, per cui quando ti arrivava un messaggio era probabile che fosse davvero importante. Un invito, un ti amo, un come stai.

    Era una genarazione che cominciava davvero a viaggiare. Molti erano in erasmus.

    Le vacanze in aereo, grazie alla liberalizzazione della EU non erano più proibitive. Si poteva andare a Londra il Venerdì Santo e tornare a Pasquetta tranquillamente.

    Gli estremisti polirtici, sia di destra che di sinistra erano finiti ai margini delle Università. Dinosauri in vetrina, ora che vi Abundance per tutti. Meglio. Rimanevano solo tracce sui muri.

    Ora purtroppo vi sono sempre meno iscritti.

     

    A Ibiza (v. Blog dedicato) gli hippie lasciavano non il posto ( per fortuna ce ne sono ancora molte/i) ma un tanto di posto ai clubbers e ai luxurious. Non erano in cerca di una realtà diversa ma ben determinati a trascorrere divertendosi quindici giorni.

     

    E lo Yoga ? Il titolo vuole dare una diversa prospettiva su quella realtà chiamata Amore.

    Quella che segue è un STORIA VERA accaduta negli anni '90 ( o forse '80 ? '70 ? ), in quella New York che è appunto la capitale di tutti questi anni; spero abbia qualcosa da dirvi.

     

    Ci sono momenti in cui la vita ci offre periodi più o meno lunghi idilliaci per non dire paradisiaci.

    Tutto sembra andare alla perfezione; vita familiare, lavoro, amicizie, ricchezza, amore e relazioni. Tutto s'incastra alla perfezione. I più pensano al caso, alla fortuna. Alcuni al Karma, alle conseguenze di eventi più o meno distanti che creano il presente, fino al ciclo delle Anime. Altri/e alla nostra responsabilità di vita, alle scelte fatte o non fatte. Differenti Sliding Doors. Leggevo una volta un'articolo di scienza, fisica quantistica estrema, dove si sosteneva che in sostanza ogni volta in cui si effettua una scelta, si crea come una bolla di energia-spazio-tempo, che sorge su quello un cui siamo. In sostanza nace un mini universo figlio di questo dove la scelta alternativa o opposta genera realtà figlie.

    Quindi il nostro universo è solo uno tra miliardi di miliardi di potenze di altre possibilità in continua creazione...

    Dunque sembra che un ragazzo a New York stesse proprio vivendo un momento di questa Bliss. La carriera lavorativa galoppante lo aveva spostato dal Regno Unito agli USA, dopo aver iniziato brillantemente a lavorare.

    Qui le nuove amicizie erano esplose, vita sociale stra-appagante, conto in banca in rapida crescita anch'essa. Gioventù. E la "fortuna" di aver iniziato una relazione davvero specialissima.

     

    Succede a volte che quando le cose vanno benissimo perdiamo, magari solo temporaneamente, alcune sane abitudini. Nel suo caso specifico, aveva abbandonato in Europa il suo corso, percorso, di yoga, tenuto da un super maestro. A cui pensava spesso.

    Ma abbiamo detto del periodo strafortunato, per cui un giorno venne a sapere che quel Maestro era lì alcuni giorni per aprire una nuova sede o per tenere uno workshop. Non ricordo tutti i dettagli. Questa storia me l'ha raccontata un mio ( di Daniele) gran maestro un week end di formazione di dieci anni fa.

    Decise di andare a trovarlo durante l'evento.

     

    "Ciao Maestro un piacere davvero ritrovarti....

    $ Tutto mio il piacere carissimo Y. Come va il tuo percorso di Vita ? E lo Yoga?

     

    Il ragazzo gli raccontò tutto; e soprattutto si fermò a lungo sulla sua relazione.

    " Quindi Maestro, sapendo che non posso essere più sempre con te, come posso progredire nel mio percorso di coscienza? " Era sincero. Voelva di più di quanto già avesse. Cioè tutto.

    $ Caro, credo che tu abbia una cosa molto interessante da fare se vuoi; vieni. Guarda là, la riconosci? $

    Il Maestro indicò una ragazza con cui il ragazzo in questione aveva sempre avuto un pessimo rapporto. Antipatia totale reciproca.

    " Ah sì..E' quella.... E quindi? "

    $ Penso che potresti sposarla, vivere con lei forse.

    " Cosa??? scusami ma....impossibile. Se anche volessi e potessi..e non posso... Io adesso sto con una persona stupenda. Tutto meraviglioso. Non esiste che la mollo... "

     

    $ E perchè dovresti lasciarla ? Ti sto solo indicando come progredire sulla strada per l'Amore. Se ti chiedessi di lasciare la tua donna, che progresso sarebbe ?

     

     

    £ Se Ami solo chi Ama te... in cosa sei migliore ? Anche i Farisei fanno così...

     

    E se vogliamo restare nel lato più pratico dello Yoga? E' fondamentale in questo caso chiederci quanto crediamo e sia importante per noi la cultura olistica. Curiamo il respiro, eseguiamo i nostri esercizi di pranayama. Teniamo pulito il naso con le tecniche più svariate...

    Le Asana vanno incentrate sui Backbends e tutte le forme di Inversioni. Una sequenza molto interessante e semplice è la seguente:

    Dieci minuti di riscaldamento con vari affondi e lounge. Allenamento e tecnica su Up Dog. Dieci saluti al sole con Warrior I, Cavaliere e Up Dog. 

    E poi almeno venti minuti dedicati ai Backbends più vari + Verticali e se ancora resta... un po' di Arm Balances.

     

     

    BORN IN THE UNITED STATES OF ASANA 

     

    Sto ascoltando un sacco di Rock in questo momento; Miss XX in primis.

    Ma è anche mese di elezioni americane, per cui mi viene in mente una domanda che mi hanno rivolto tante volte a lezione. E che ancora mi sottoporranno. Sei mai stato in India? Quando ci vai?

    La mia risposta è sempre stata : no, e sinceramente non so nè se nè quando.

    Occhi sbalorditi sempre, come se avessi detto una cosa così contraria allo yoga. Ci sta, fanno bene. Non sanno, sono qui per imparare, ed è quindi giusto che facciano l'associazione Yoga e India. Ma qui in questo blog ho sia il tempo che la voglia di dare una risposta completa e compiuta, quindi perfetta.

    Dove andrei o vado per un completo e perfetto viaggio Yoga ?

    Stupore; verso ovest; nel dettaglio le tappe, di un viaggio di una decina d'anni.

    Lonigo -> Ibiza -> Germania -> Regno Unito & Londra -> Miami -> New York (a lungo) -> Texas -> Sedona Arizona -> Montana -> Utah Black Rock City e deserto Burning Man -> California (molto a lungo) -> Polinesia (molto a lungo) -> Australia Byron bay -> Bali -> Thailandia -> Maldive -> Cipro -> Lonigo (home sweet home).

    & Repeat.

    Le singole mete hanno a che fare con gusti, esperienze, sogni, miei personali; ve li spiego se ci troveremo in qualche bar; magari a Papeete. Vorrei che notaste la direzione; Ovest. Yoga verso Ovest.

    Perchè?

    Parliamo per un secondo di storia; si pensa che lo Yoga sia qualcosa di Orientale. E' vero, se si parte dal fatto che ci ispiriamo a insegnanti, simboli spirituali e tradizioni, ma non deve essere una visione totalizzante, nè men che meno esclusiva. Se gli cambiamo nome, troviamo tutti i valori, le pratiche, tecniche, visioni, anche molto migliorate e approfondite in tante culture antiche europee, che non vengono minimamente conosciute o studiate.

    Per esempio, in Inghilterra la cultura che ha dato vita a Stonehenge non ha nulla di che invidiare ai Tantrici dell' Assam. Semplicemente ad un certo punto l'evoluzione Europea ha deciso di...dimenticare, disprezzare, superare.

    Abbiamo puntualizzato dunque che lo yoga, in senso di esplosione olistica e spirituale, è anche Occidentale.

    Ma se, rivelazione, rivoluzione copernicana, lo Yoga Moderno ( con la M maiuscola) fosse in realtà "soprattutto" Occidentale, e non anche ?

    Pensiamoci; innanzitutto tutto lo sviluppo dell' anatomia moderna applicata allo yoga, l'accento sulle asana – posizioni, la fusione con altre tecniche di allenamento, i molti stili dove il fisico è sempre il main dish è qualcosa di nostro. Sono le istruttrici e gli istruttori europei e americani che hanno fatto questo gran lavoro; certo, molto spesso anche loro ispirati da precursori orientali. Ma chi mi dice che anche questi precursori non siano stati in realtà toccati o interessati dall'Ovest? E' assai probabile che essi stesso abbiano deciso di staccarsi dalla tradizione locale; che abbiano viaggiato, visto, conosciuto, amato, altro.

    Tutto l'amore per il corpo, le sequenze yoga miste e variopinte, beh sono Made by Us. Us nel senso di Noi.

    Una yoga class moderna è invenzione occidentale. Invenzione non dal nulla, non dal niente, ma nuova creazione da una tradizione. Una nuova entità.

    A me piacerebbe davvero che ogni corso si chiamasse corso di Unione, Unione con l'Origine. Il nome sarebbe forte, altisonante, misterioso. Ma molto rock......

     

    E poi c'è un altro aspetto, adesso facciamo politica, dai...... (to be continued....)

     

     

    GOING UNDER: IL 13 E IL POTERE DELLA NEBBIA

     

    Ho sempre avuto un grande amore per una data; Il 13 dicembre. E per chi è nato in questo giorno.

    Sicuramente il 13 parte dei miei numei preferiti: 6,11,13,17,19,69.

    Ho scoperto un segreto poi, che sono legato a questa data, così come al 24 febbraio, 8 maggio, 20 luglio, 30 settembre, e appunto 13 dicembre. Che disegno fanno?

    Da bambini è una data magica; i primi regali, e soprattutto l'attesa delle Feste. Attendere è davvero piacere; l'attesa ha il potere di caricare e potenziare emotivamente l'evento che succederà, indipendentemente da come poi l'evento accadrà. Attendere è sperare, è prepararsi, è pregustare. Qualsiasi tipo di attesa ha questo effetto.

    E' una data magica anche per il cielo; non è il giorno più corto ma quello dove il tramonto arriva prima. Per un gioco di rincorse sarà così fino al 21 dicembre, in uno strano gioco-lotta-amore tra la forza giorno yang e quella notte yin.

    Una volta era il periodo delle prime intense nevicate; quelle leggere erano arrivate già a novembre. Il natale sarebbe stato un pandoro di neve.

    Adesso il clima ha deciso di cambiare, e la neve, se viene, se ne va anche dopo poche ore. Ben presto andrà in vacanza anche lei, preferendo i climi caldi.

    E' rimasta invece un'altra sua sorella magica; la Nebbia.

    Mi ha sempre stupito che la maggior parte delle persone detesti la nebbia, attribuendole ogni sorta di disagio. Una volta, un giorno mentre studiavo, ho sentito alla radio il risultato di un sondaggio; la maggior parte delle persone odia il mese di Novembre, tra i motivi proprio l'arrivo delle nebbie. Poverino, dura anche un giorno in meno di tanti altri fratelli e deve sopportare questo affronto; sarà per colpa della nebbia.

    Scuse patetiche.

    Nebbia, padrona delle nostre zone da Novembre dunque fino a Febbraio almeno. Con qualche scappata a Marzo.

    Io ho sempre amato la nebbia, e mi sono dato una risposta sul vero perchè tanti la odiano.

    L'essere umano ha un'innata paura per ciò che non conosce, non vede totalmente, e non può controllare. Lei è così.

    Ti avvolge. Avvolge lo spazio.

    Smorza i suoni. Crea silenzio.

    Tramuta le luci in aloni, espandendoli. Se passa un faro diventa un sole.

    Dalla nebbia che ti avvolge potrebbe emergere qualunque cosa e chiunque; un angelo, il tuo, il mio, una fata, un elfo, un demone. Tutta roba tua. La tua persona ideale, un sogno, un miraggio, o anche semplicemente niente.

    E' ancora distante una nuova primavera, per non parlare dell'estate.

    Questo ti terrorizza ma se sei qui a leggere hai capito che è tutto qui il vero viaggio verso la nostra interiorità. E solo lì nel mezzo c'è la pace. Questo è Yoga.

    Ti sei iscritto/a a un corso di yoga per rilassarti ma non ti hanno mai detto di andare in mezzo alla nebbia. Perchè forse avresti detto, "beh allora no grazie."

    Prendi invece la Nebbia nella sua interezza; lei nasce dall'oscurità che ha incontrato il calore. Il Sole ha fatto l'Amore con la Terra, dal loro Orgasmo è nato un calore che sale verso l'alto.

    Ha incontrato l'aria fredda e si è tramutato in umidità.

    E' questo. E tu ci sei nel mezzo.

    Se passa la Luce viene appunto amplificata, non smorzata. E tu sei protetto/a nel mezzo.

    Pui rilassarti, essere te stessa/o. Siediti con calma. Il silenzio può essere la miglior musica che ci sia.

    Ma devi smettere nella tua testa di fare quella separazione tra ciò che ti va e ciò che non ti va. La Vita non è così. Te l'hanno detto?

    Attenzione però, c'è anche un lato pericoloso nella nebbia; il rischio di restre fermi. Lo splendore di agosto non lo conosci; aprile è distante. Beh, tanto vale non andare neache fino al sole di febbraio. Restiamo qui. La nebbia diventa tristezza. Si scende a patti con i propri problemi, veri o presunti.

    Non si combatte più; perchè se il nemico è troppo forte meglio concordare un dignitoso armistizio.

    Se ci fossero ancora in giro instruttori con un amore per la conoscenza energetica potremmo parlare di.. Acqua . In questo caso, l'energia acqua, non sostenuta da una forte energia maschile (fuoco e aria) non riesce a muoversi, resta ferma. Le emozioni si fermano nell'infelicità, scambiata per serenità.

    Con una buona dose di fuoco ed espansione invece, l'acqua diventa generatrice nutrice e Dea di energia.

     

    Pratica: sicuramente se ti capita di passare vicino ad un campo in un giorno-sera di nebbia ti consiglio di fermarti e praticare nel mezzo, come ti va.

    Ma per la nostra Nebbia interiore...

    Parti seduta/o con 11-13 minuti di meditazione, gioca con i numeri.

    Ripercorri da Down Dog gli affondi, apri le anche.

    Poi torna seduta/o e procedi con 20 minuti almeno di allungamenti. Chiudi i corpo. E gli occhi.

    Prova il piacere di una pratica seduta e lenta ad occhi chiusi.

    Ripercorri gli allungamenti e le torsioni con almeno 13 respiri per asana, sempre ad occhi chiusi.

    Le Studentesse e gli Studenti avanzati posso cimentarsi in un'intera sequenza, anche complessa ad occhi chiusi.

    Se ci rendiamo conto che per noi la nebbia è già tristezza e lentezza, un pratica molto interessante mia personale verte su due momenti.

    • Prima un'intensa attività per la zona fuoco addominale; alcune asana in piedi, torsioni e crunch. Plancks & twists. Navasana e varianti.

    • Poi una pratica per l'aria dell'apertura; backbends.

     

     

     

    LE PROVE DELL' ESISTENZA DI BABBO NATALE 

    Ormai ci siamo: anche quest'anno è Natale.

    Sembrano le parole perfette per uno spot di panettoni, pandori, torroncini, spumanti. Spumeggiante.

    Mi sembra però che tanta gente non ami il Natale, e le feste in genere. Far festa sì ma le feste no. Al limite sì alle feste se si può far festa. Ma feste per feste mica tanto.

    Certamente vi sono vari motivi.

    Le feste sono una grande domenica amplificata ed estesa. E come la domenica hanno il detonatore di amplificare con un amplificatore tante nostre emozioni, sofferenze, idee che vivono con noi.

    La solitudine diventa amplificata. La povertà o semplice momento di difficoltà economica diventa vergogna. O tu... che non puoi permetterti i regali, il consumismo....chi sei?

    L'obbligo di divertirsi, essere a tutti i costi felici.

    Difficile già per gli estro, figurarsi per gli intro.

    Ipocrisia, buonismo spolerati come zucchero a velo.

    Si attende allora intanto il giro di boa del trentun dicembre e poi la fine di tutta questa sarabanda col sei gennaio. W il sette gennaio; facciamo festa.

    Ma è davvero colpa del Natale?

    O forse dovremmo davvero dare ad esso un significato diverso, indipendentemnete da ciò in cui si ha fede. Intimità, il piacere dell'inverno e della massima oscurità. Silenzio. Tranquillità.

     

    Sono convinto di avere le prove dell' esistenza di una figura tipica di questo periodo. Babbo Natale.

    Tutte e tutti noi gli dobbiamo molto anzi.

    Da piccoli più o meno fino a dieci anni, scriviamo letterine chiedendo giochi, balocchi, regali, soldi, felicità. Vestiti con maglioni di lana. Magari restando svegli di notti per "intercettare" questa figura e capire se i nostri genitori sono realtà affidabili, dicendo la verità o raccontano qualche storia anche loro.

    Non si sa ancora se abita in Finlandia, Groenlandia, Alaska. Terre rivendicate. Comunque lui ha il passaporto e può muoversi. Nell'emisfero sud si cambia d'abito e in Australia arriva in costume. Certamente avrebbe bisogno di un trainer per rimettersi in forma, ma va bene anche così. Ha un suo fascino erotico di chi ti porta ciò che vuoi. Di un desiderio materializzato.

     

    Da adulti si comincia a dubitare della sua esistenza ma in realtà è sempre lui ovunque lo stesso.

    La pubblicità ce lo mostra; nel marketing riappare.

    I regali andiamo a comprarli per essere a noi volta il Babbo Natale di qualcun altro.

    Nei maglioni pesanti, nelle bottiglie stappate lui c'è.

    E' in vetrina.

    E' per strada.

    E' negli aeroporti con la slitta.

    Appare sugli alberi di natale, sulle scalette dai balconi.

     

    Dì la verità, considerando tutto questo secondo te Babbo Natale esiste o no?

     

    Lo Yoga ci insegna, olisticamente, che separare il mentale, il mondo interno e il mondo esterno è una grande illusione.

    Ciò che viene pensato, vissuto, diventa azione concreta in qualche modo, o non-azione. In sostanza ancora un'azione.

    Quindi, se il concetto, pensiero, immagine di Babbo Natale vive in noi, possiamo davvero dire che non esiste fuori? E se anche non fosse così per noi, possiamo dire che è così per gli altri?

    Se i suoi effetti tradizionali, emotivi, di pensiero, commerciali, ci sono, come possiamo dire che "Babbo Natale non esiste" ?....

    Quante figure, immagini, persone, entità, sono dentro di noi in qualche modo?

     

     

    FULL MOON CAPRICORN    LOS VEGANS : FATE IL VOSTRO GIOCO 

     

    Dare importanza alle cose, dare importanza a ciò che facciamo; per me lo yoga ha una sua importanza.

    Ho sempre sentito molta gente dire che "oggi lo Yoga è di moda"; in realtà a me sembra l'esatto contrario.

    Penso invece che sia come un'onda: noi vediamo i suoi spumeggianti metri finali, e diciamo "arriva l'onda". In realtà è partita diverse centinaia di metri prima e ciò che vediamo ne è la parte a noi più evidente, ma comunque finale. Non finisce l'onda, no quello no. Perchè dopo il suo infrangersi l'acqua viene riassorbita, per ricominciare la sequenza.

    Allo stesso modo, storicamente, lo yoga è sempre andato e venuto. E andrà e verrà sempre. Arriverà, verrà intrepretato in un caleidoscopio di modi e poi se ne andrà.

    Ciò che vediamo oggi è il frutto di tanti che negli anni sessanta e settanta sono staiti dei precursori. Innovatori, rivoluzionari, creativi, artisti. Dobbiamo a loro buona parte di ciò che insegniamo. Non dimentichiamolo.

    In questa onda appunto c'è un tema che molte volte è saltato fuori, e continua continuamente a saltar fuori. Un tema se vogliamo bizzarro e laterale, ma ho sempre visto molto interessante e contraddittorio.

    Non ho mai dato indicazioni e direttive in merito a lezione, ma adesso ho voglio di indare sul tema e di mostrare, "il piatto dei perchè". Anche perchè io lo sono quasi stato totalmente per un periodo, adesso non lo sono ma probabilmente tornerò ad esserlo. Lo studio, mi piace, ci giro attorno, mi attira. Ho quindi esperienza da mettere sul piatto. Per servirvi.

    Perchè si diventa VEGAN ?

    Quali sono le ragioni, le motivazioni? I vantaggi? Gli svantaggi? Perchè insomma?

    Partiamo da un "metodo investigativo". Su questo tema, come su molti altri, vi sono ragioni ed opinioni " contestabili " e "non contestabili " . Mi piace la versione inglese di contest, cioè sfida. Quindi opinioni sfidabili e altre no.

    Facciamo un esempio; se dico " l'Italia è il paese più ricco d'Europa" beh... sto dicendo una cosa molto contestabile. Se dico " L' Italia è il mio paese preferito" siamo nell'incontestabile.

    Se dico " Amelia è la migliore nella sua musica " si può contestare. Se dico " Amo Amelia e me la sogno di notte. Con Lei sto benissimo anche se...se...se... " come si può contestare?

    E quindi, se dico per esempio " L' Anima esiste", in effetti non ci sono prove nè in un senso, nè nell' altro. Si sceglie da che parte stare. Ovviamente con l'intelligenza del rispetto e di una mente aperta.

    Nel contestabile c'è quindi un fantastico dibattito tra Vegan and Omnivorous, entrambi con moltre frecce e artiglieria da impiegare. Escludo i Vegetariani, perchè...non essendo nè carne ne pesce...beh dopo capirete. (il giudizio è uno scherzo).

    Sicuramente un'alimentazione V. O Plant Based almeno ( cioè dove la gran maggior parte dell'intake sia vegetale) ha grandissimi vantaggi e su questo campo di verdure non ci piove. Tiene il corpo snello, pelle pulita, organi puliti da tossine. Il corpo non è pieno di cose pesanti, ingrassanti, difficili da digerire. Cose-alimenti che poi impattano invitabilmente su umore, prestazioni fisiche e mentali, invecchiamento.

    L'ambiente alkaline del corpo è la base per la salute. Il grande apporto di fibre, vitamine, minerali, acqua ne è il pilastro.

    Gli O. Controbattono subito con un argomento molto forte e veritiero, specie se decidete non solo di star bene (fit) ma di essere atlete/i (warriors) (v. Blog). Mancano infatti le proteine spesso ad una dieta v.

    E hanno ragione.

    Le proteine sono comunque l'elemento più fondamentale di una vera e sana alimentazione, e non si può star senza queste molecole vitali, i mattoncini fondamentali per un fisico fit & healthy. Via libera quindi ad alimenti leggeri ma ricchi di proteine come pesce, carni bianche ecc.

    Ecco quindi i veri fisici muscolosi, scattanti che tutte e tutti vogliamo.

    E con questi vengono alte prestazioni sportive, fondamentali per una salute fit. E ormoni che girano alla grande.

    Il v. Controbatte, ma fa molta fatica su questo piano e denota già una difficoltà ambientale e sociale. Si può ovviare a questi limiti proteici certamente, ma bisogna sapere, imparare, amare cucinare. Essere V. Per davvero e per bene non è riempirsi di scatolette di fagioli e insalatine, o porcherie preconfezionate e digerite perchè "non ho tempo". Tutt'altro. Bisogna impegnarsi a conoscere a fondo gli alimenti, le pratiche detox, gli smoothies e i super foods. Conoscete tutto questo? Beh.. allora non potete certo criticare i veg. Ma nanche essere a favore totalmente, o esserlo integralmente.

    Sono convinto che se aprissi un bar di smoothies e super foods e la gente avesse consapevolezza del loro potere, farei i soldi. Quelli veri. E magari starei a Formentera...

    Chi ha per dio il tofu si oppone a chi ha per dio la bresaola insomma.

    Esaurita questa parte con un sostanziale pareggio lo scontro si sposta sul piano dell'etica e dell'ambientalismo.

    Parte il Veg. con argomenti forti; l'amore e il rispetto per gli animali, la preservazione dell'ambiente la lotta all'inquinamento.

    Su questo punto il confronto sembra non esserci. Sono davvero ragioni forti con effetti importanti. Ma se ampliamo la visione gli O. vanno alla grande ugualmente. In realtà ogni vita ha un costo e vi sono molti modi di essere etici e portare avanti certi obiettivi. Anche cacciando. E dandovi un valore.

    Questo concetto mi ha personalmente illuminato. Per capirlo guardiamo una delle scene di un film cult del 1990, Balla coi Lupi. Ad un certo punto della famosissima scena di caccia, Vento nei Capelli, uccide il bisonte; ma prima di tutto ne prende il cuore, e lo divora offrendone al cow-costner. Un senso e un gesto che trasudano rispetto e reverenza per l'anima – animale che ha offerto alla tribù di che vivere. Senza prendere di più del necessario.

    E poi andiamo oltre; che senso ha essere v. e magari fare continuamente viaggi intercontinentali, usare l'auto per spostarsi da qui a lì, con un impatto importante in termini di inquinamento? Molto meglio un O. che si muove molto a piedi.

    Personalmente faccio circa 1,000 km a piedi l'anno per esempio. Cerco di non buttare carte per terra per esempio. Si può fare molto in molti ambiti.

    E ci sono molti modi di portare avanti certe battaglie.

    Il V. Non può illudersi di camminare sulla Terra staccato da Terra.

    Il punto è quindi che anche l'argomento etica è in realtà contestabile e si scontrerà sempre con una delle caratteristiche più belle dell'essere umano e dell'essere umani; la non-coerenza e la contradditorietà. Quella sana e buona, che fa crescere. Quella creativa del cambio idea, quella simpatica dell'avere sempre pronto il "sì ma..."; quella che permette ad altri di contestarci.

    Solo le macchine sono sempre coerenti, e quindi perfettamente controllabili e prevedibili anche a distanza.

    Ecco allora che se stiamo nel contestabile, la partita finisce e finirà sempre in un sostanziale pareggio. In sostanza quindi secondo me, non vi sono motivi razionali per essere per una vita intera vegani. Nè, sottolineo per non esserlo. E personalmente mi vanto del mio pendolarismo.

    Sono altri i motivi per prendere la decisione di diventare Veg. ed eccoci, quindi, non vegetariani. Cioè senza alcun impatto sul mondo animale. E sono ragioni incontestabili che vanno davvero lontano. Pronte/i ? Ribadisco che sono mie opinioni e visioni, ma maturate però con una certa esperienza a ridosso di figure importanti nello yoga.

    Dobbiamo innanzitutto tornare ad innamorarci di concetti e parole come Anima ed Energia. Se siamo aderenti a questo, arriviamo a comprendere che ogni essere ha un' Anima e una sua Energia. Non sto parlando solo dei pet, o degli animali esotici; ma la cosa si estende a tutti gli esseri; insetti, piante, e udite udite perfino pietre. Questo spinge il Veg a non considerarsi una specie "forunata" ma bensì responsabile, e di grande potere. Lei / Lui ha il potere di contribuire all'evoluzione di un'altra anima, un po' come si fa con una figlia/o. Un custode del Creato e non un fortunato dominante.

    Un concetto molto molto forte. Ecco perchè decide di non cibarsene, ma invece di prendersene cura.

    Fare evolvere qualcuno fa evolvere anche noi.

    Coevoluzione simbiotica e non evoluzione competitiva, indottrinata e molto utile.

    In una notte buia fuori sta soffiando il vento del Natale.

    Facciamo allora un passo salto ulteriore e scocchiamo una Sagitta verso le frontiere dello Yoga Esoterico.

    Il bue – mucca compare già dalla preistoria nelle pitture rupestri come compagno e fonte di cibo; ritorna sacralizzato nelle religioni Primordiali e Primal della Dea.

    Nelle feste di Primavera ritorna la sua essenza.

    In India la Mucca è "Go" ovvero "Luce", Luce in Terra. Eccone la sacralità. Pensiamoci la prossima volta che incrociando le braccia dietro le spalle eseguiamo Gomukhasana.

    E i primi ad accogliere il Cristo chi sono se non il Bue e l'Asinello. La semplicità del modo animale. Penso che Gesù li vedesse più come amici che come oggetti.

    Questa attenzione si diffonde e amplifica abbracciando una diversa versione della nostra Energia Shakti.

    Sicuramente è presente nel cibo, e giustamente in un modo o nell'altro la assorbiamo.

    Ma questa è "solo" lì?

    Assolutamente no. Uno Yoga potente ci ricorda il concetto di Prana esteso, che possiamo prendere ovunque. Da pensieri, azioni, e soprattutto respiro.

    Un respiro potente e ben gestito genera energia psicofisica possente e..a buon mercato.

    Basta provare; sperimentare. Prova di questo sta in una nuova moda, diffusa dalle star.

    E' ritornato in auge il digiuno.

    Provate una volta a settimana a saltare il pasto. Non succede nulla fidatevi. Succede solo un gran senso di pulizia e leggerezza, attività. Solo una grande stimolazione di rinnovamento cellulare, e anche perchè no, di risparmio in portafoglio.

    Io personalmente digiuno spesso la domenica e dono il ricavato a chi mi serve poi in serata gli aperitivi e i prosecchi.

    Provate a coltivare un pensiero felice, un progetto, un sogno; nei dettagli. Vi darà carica.

    Provate a innamorarvi di qualcuno...e vedrete come vi sembrerà di non aver bisogno di mangiare. Eppure vi sentirete carichi, scoppiettanti, felici...

     

     

     S.W.A.T. : STUDENTS WANT A TEACHER

     

    Mi piace mettermi e non mettermi diversi capi addosso di diverso stile e fattura; alcuni sono vecchi come il cucco, wool sweaters larghi, oppure nuovi.. Giacche, magliette, e un po' di tutto, fino a lunghi pantaloni ritualistici in lino bianco.

    Una camicia in lino bianco comprata al mercato artigianale di Benirras ad Ibiza è sacra.

    Insomma armadi strapieni; i capi forse sono come i ricordi, si accumulano e accavallano inesorabilmente lungo la nostra strada. Comunque non è avvenuto questo per consumismo, è invece assolutamente capitato. Anzi ultimamente, grazie ad aver incorporato meglio il concetto del lasciar andare il vecchio, sto buttando molte cose andate.

    Aggiungo che due felpe sono state anche rubate o quasi rubate un giorno che sono state appoggiate su un albero mentre andavo a correre; il mio senso di detachment mi spinge a fregarmene del concetto del ladro.

    Una è una felpa adidas del 2003 blue e azzurra; originale. Chi la trova e me la riporta avrà 1€ di ricompensa. Promesso.

    C'è una felpa hoodie che metto particolamente volentieri. Ho raccontato la balla colossale che veniva direttamente dal posto menzionato nella scritta ma non è assolutamente così. L'ho fatto perchè mi piaceva darmi un tono, e se è vero che il concetto di Satya (verità) è per me importante, è anche vero che trovo il raccontar balle estremamente divertente; insomma se vi racconto una stronzata non è per deridervi o approfittare ma solo perchè fa ridere a me in primis.

    Inizio il Nuovo Anno così.

    E' nera la felpa con scritta gialla, piccola davanti e grande dietro.

    S.W.A.T. L.A. Police Department.

    Niente di particolare insomma; chi mastica tanti film d'azione sa benissimo cosa vuol dire l'acronimo. Un giorno però, mentre la indossavo dopo la pratica, questa felpa mi ha dato spunto ad una nuova interpretazione, e ad un sacco di risposte ad alcune domande intelligenti che spesso sottopone chi viene a lezione.

    Insomma, io ci vedo scritto Students.Want.A.Teacher. Ovviamente Yoga Teacher.

    Gli studenti/studentesse vogliono un istruttore. Che si presuppone bravo.

    Quindi, chi mette in moto il meccanismo di un corso, rapporto insegnante- allievo – insegnante, in un gioco di continui feedback ?

    E quando chi insegna è "bravo/a" ?

    Le leggi economiche ci ricordano che è l'offerta che fa la domanda. I mercati sono potenzialmente infiniti. Quindi, c'è chi va a yoga perchè

    soprattutto c'è chi insegna e si smazza a farsi conoscere e pubblicità; passaparola nei bar, sito web, social. Non fa una piega.

    Ma non risponde al perchè A. vada a lezione da D. e non da B.

    Il bello è che spesso, ma non sempre, A. va a lezione da D., ma non andrebbe da B.

    Questo fatto è la conferma del proverbio orientale, "quando l'allievo è pronto il maestro compare".

    Il corso parte quindi quando l'istruttore è pronto, e fondamentalmente ha fatto il salto, passando da appassionato a vero e proprio imprenditore

    di se stesso, ma è l'allieva/o che si sceglie il suo istruttore, scegliendo in base ad una legge di risonanza con sè stesso in primis.

    Ci sono istruttori che scelgono di lavorare per altri, per esempio in più palestre o hotel, altri che partono affittando-comprando spazi che t

    rasmutano in centri yoga o multidisciplinari. Quando sono di successo, affittando a loro volta tali spazi a chi voglia cimentarsi nell'arte impresa di insegnare.

    C'è chi insegna come prima professione e chi come secondo lavoro.

    Chi insegna "yoga" e chi lo mixa con altre discipline, o insegna anche altre discipline. In tal caso è probabile ci troviamo di fronte ad un/a vero/a

    artista.

     

    Quando invece un istruttore è bravo?  Domanda molto più difficile.

     

    Non ci sono canoni o metodi; ma bensì alcuni "indizi" che possono guidare la vostra personalissima squadra S.W.A.T. alla ricerca dell'istruttore

     

    perfetto, o semplicemente "giusto" per voi.

     

    Io mi sono fatto delle mie idee a riguardo.

    1. Un buon istruttore è anche uno che vive lo yoga, ha una sua pratica personale di qualche livello e metodo; in sostanza di fatto si è creato uno stile. Si dedicherà più alle asana, o alla meditazione, o ad altre modalità ancora, ma in qualche modo fa. Lo yoga non può essere un prodotto da tenere in frigo e consegnare solo a richiesta. Mi considero di esserci in questo paragrafo.

    2. Un buon istruttore si è in qualche modo "formato" andando a "scuola" da altri. Può essere che ha dei diplomi, ma non garantisce niente; più importante è il fatto che in qualche punto del suo percorso è andato ad apprendere da altri/e, e mantiene sempre un atteggiamento di continua disponibilità ad imparare. Personalmente sono sicuro anche qui di esserci. Per esempio mi vanto, ma solo per richiamare dei bei ricordi, di aver conseguito i miei diplomi, di cercare ancora belle lezioni in giro, e di essere andato ai primi Eventi Yoga in assoluto qui attorno.

    3. Un buon istruttore ha tanti allievi. Questo è sicuramente l'indizio più debole e secondo me meno importante; avere tanti allievi può dipendere da molteplici fattori: presenza e personalità di chi insegna, bellezza del posto e del centro, grandezza dei collaboratori. Capacità di vendita, e amministrativa. Capacità organizzativa e di leadership. Saper usare i social e il web. Saper finanziare e finanziarsi. Un insieme di qualità quindi. Avere tanta "gente" che porta altra "gente" secondo il detto "gente fa gente". Solo l'istruttore – imprenditore può riuscire in questo. Ed è una gran cosa senza dubbio; ma non è detto che sia chi fa per te....

       

      Facciamo un esempio molto pratico; se voi entraste in un centro yoga ben fatto...

      Con la sua sala pulita, ampia, arredata con gusto, con statue e legno, energeticamente carica perchè si pratica solo yoga di gruppo..

      Con le sue attrezzature...con lo spogliatoio curato.

      Con un negozio di articoli yoga di diverso tipo e colore.

      Con le docce calde per il dopo lezione...

      Con un bar che vi serve da bere prima e dopo.

      Con persone che vi tengono aggiornate/i via email delle varie iniziative...

      Con una libreria dove potete prendere in prestito libri e manuali...

      Con il profumo d'incenso e la musica ad accogliervi appena entrati/e...

      Con la possibilità di sedersi ad un tavolo pre e post lezione a socializzare.

      Con una bacheca dove vengono esposte le bio delle/degli insegnanti...

     

    Ma non vi viene già voglia di andare indipendemente da chi insegna? Beh credeteci o no, io li ho visti centri yoga del genere, in grandi città, e vi assicuro che meritano.

    Personalmente ricordo sempre una meravigliosa lezione che ho avuto un giorno d'estate del 2019. Al mattino. Poca gente ma chi insegnava è superba, mi ha seguito. Poi mi è stata offerta la possibilità di una doccia.

     

    Quindi avere gente è un indizio che ha una sua validità; è difficile essere ottimi entrepreuners se non si è anche grandi insegnanti. Tanta ammirazione quindi. Ma è altrettando vero che ci sono bravissimi insegnanti che hanno poca o pochissima gente.

    4. Un buon istruttore sa instaurare il giusto rapporto bilanciato di autorità-autorevolezza-capacità di ascolto; ma questo è un aspetto che si può capire solo "durante".

     

    Come scegliere allora dove andare e da chi se sono una allieva/o che si avvicina per la prima volta allo yoga?

    Per prima cosa facciamo luce sulle nostre motivazioni; se sto cercando benessere fisico in primis, giusto che vada dall'istruttore – trainer (v.

    Blog). E' la scelta migliore. Se sto cercando un relax-controllo della mente, beh in tal caso va bene avvicinarsi a chi ci da un senso di profondità

    e anche arte, più che atletismo.

     

    Spendiamo un minuto a chiedere via email o telefono qualche informazione a chi insegna per capire se le nostre strade si incrociano.

     

    Cerchiamo poi di tenere un atteggiamento aperto, senza "sposare" alcuna via e metodo; invece cambiamo spesso corso, e diamoci la liberta

    di provare, sperimentare, testare, criticare, amare, tornare.

    Son sempre grato a chi viene a lezione da me perchè fanno un'ottima scelta...... ;) ma li invito sempre anche a provare anche altre vie.

    Apprendiamo molte cose veramente spendibili e testabili insomma.

    Se facciamo questo nascerà dentro di noi automaticamente la pratica personale.

    E avremo gettato dentro di noi il seme per diventare a nostra volta....insegnanti di Yoga.

     

    Qualunque sia la vostra scelta sperimenterete inoltre subito e sempre il fatto che noterete un certa "somiglianza" con chi vi sta

    insegnando; e questo deve aprirvi di certo molte porte...

     

     

     

     OFFLINE DALLO YOGA ONLINE : IL MESSAGGIO DEL C. OSCURO 

     

    Non serviva chiamare in aiuto un super eroe del suo calibro per scrivere questo pezzo, che è tutta roba mia, e da molto tempo mi gira in testa. Ma io non credo in genere alle coincidenze, specie se sono ripetute.

    Mi è capitata in mano proprio oggi la sua maschera in lattice, originale della sua ultima trilogia, quella meglio riuscita in attori, attrici e personaggi. Adoro Halloween e il Carnevale e spero di usarla presto, e non tenerlo solo a fianco di yoga mat e guantoni da box bianchi e neri.

    Tra l'altro fuori nebbica (c'è la nebbia) in tema con uno dei blog precedenti.

    E poi lui, ladies and gentleman; è la quintessenza di alcune aspetti dello yoga; nel primo film viene spiegato chiaramente come il suo super-potere viene proprio non solo dall'aver affrontato le proprie paure, ma anche dal padroneggiarle a fine di combattimento; superare la paura e poi ributtarla contro i cattivi, diventando paura ed richiamando le loro paure.

    Diventare un simbolo, perchè un uomo può vincere o perdere, ma solo il simbolo rimane eterno.

    E se un istruttore di yoga fosse un simbolo? Arroganza forse, ma con qualche spunto di verità...

     

    Anche chi insegna yoga deve lavorare e andare avanti; per passione, per missione, per etica lavorativa. E poi ci sono gli investimenti da ripagare, e i costi da sostenere; affitti, marketing, tempo.

    Giusto quindi che ci sia stato un vero incremento nell'offerta dei corsi di yoga online, anche pensando a chi, seriamente intenzionato a proseguire nella pratica, volesse un supporto professionale senza passare da un centro o palestra.

    Anch'io ho iniziato a buttar giù "la mia presenza" su un famoso portale...ma poi mi sono fermato; e ho deciso che se sarà corso on-line, sarà solo come ultima ratio. Solo se necessario per periodi prolungati. Solo se come unico modo per raggiungere e diffondere ciò che ho da dire.

    Perchè?

     

    Se è appunto vero che comprendo la necessità professionale, desta molto sospetto la velocità e l'entusiasmo con cui molti si sono tuffati in queste onde virtuali; sembra che non aspettassero altro...

    Lezioni online, workshop online; private online, retreats online. Corsi online di formazione per insegnare ad insegnare online....con certificazioni online con poche ore di pratica e teoria online.

    Addirittura chi insegna come scegliere lo smartphone e il tablet adatto per riprendere le lezioni. A pagamento.

     

    Non scherziamo.

     

    Ci sono una serie di valutazioni che invece dovrebbero scoraggiare da questa inflazione di offerta che spesso è casereccia, poco approfondita, noiosa, stucchevole, ripetitiva. E soprattutto inutile, sia per chi insegna che per chi studia; perchè?

     

    Innanzitutto, il vero insegnamento, di qualsiasi tipo sia, è in presenza e prolungato. E' un rapporto interpersonale.

    Insegnare non è mimicking-mimare, altrimenti diventa mocking-presa in giro.

    Insegnare vuol dire preparare una lezione, offrirla a chi presente, modificarla in corso d'opera in base ai feedback in tempo reale. Così la volta dopo sarà migliore. Un rapporto biunivoco tra allievo e istruttore, in continua evoluzione.

    Insegnare è correggere le posizioni, aiutare chi in difficoltà, con autorevolezza e gentilezza.

    Insegnare è ascoltare critiche è richieste.

    Mi si spieghi perchè questa ricchezza deve essere allegramente gettata in un fosso a lato di una strada che è technology driven, dicendo alla gente che va bene uguale.

    Ben diverso sarebbe invece registrare parte della lezione e usarla come promo. Meglio ancora un'intervista a chi viene, facendogli spiegare perchè andare a lezione dall'istruttore Y.

    E' ovvio che la lezione live è molto più stressante e chiunque abbia insegnato sa che il rapporto-confronto con le persone può essere molto spigoloso.

    Ma crescere come persone non è questo forse?

    Viene poi da chiederci e chiedersi cosa si vuole insegnare ad un corso di yoga; se vogliamo dare il nostro contributo a spedire le vite online o vorremmo tirarle giù offline.

     

    Esistono poi motivazioni prettamente economiche e imprenditoriali; partendo sempre dal presupposto che chi insegna è anche imprenditore di se stesso. Prima voglio raccontare un breve aneddoto...

     

    $ Mi ricordo una volta in cui anni fa cercavo un bel video su un famoso portale, che spiegasse bene il Saluto al Sole. Ricordo che i due più visti erano uno in cui un istruttore spiegava le asana in questione, e il breathwork associato, tra le mura di un tempio indiano; vestito di bianco e col sole alle spalle in un sunset spettacolare.

    L'altro era come location a Bali; l'istruttore in questione era non solo in spiaggia, ma su una vera e propria terrazza galleggiante sbattuta dalle onde dell' Oceano Indiano. Sullo sfondo la giungla.

    Entrambi con una lunghezza perfetta in termini di tempo di dieci minuti.

    Ho scelto il secondo nel menù, senza ulteriormente scrollare e voltare pagine alla ricerca di altre alternative.$

     

    Mi metto nei panni di uno studente che si trova il corso chiuso, o semplicemente vuola arrangiarsi, e gli viene offerto da un piccolo istruttore di iscriversi più o meno temporanemente, al suo corso online. Il prezzo presumo potrebbe essere magari sui venti euro mensili. O magari dieci.

    Perchè dovrei pagare le lezioni online quando vi sono fior fiore di lezioni disponibili gratuitamente?

    E soprattutto perchè dovrei pagare il mio insegnante, quando potrei approfittare per utilizzare l'online veramente in maniera f..a e seguire le milestones dello yoga internazionale, magari che insegnano in prestigiosi centri con decenni di esperienza alle spalle?

    L'insegnante mi risponderebbe che lui mi conosce, e sa che pratica offrire. Che possiamo così tenere unito il gruppo, etc.

    Scusa ma..con me non attacca; magari all'inizio sì sarei presente poi...money is money.

    E poi scusate...non negatemi l'effetto noia. Chiunque abbia anche solo provato a fare a casa, con lo sguardo su uno schermo, esercizi di fitness, yoga, o altro, sa che ci si stufa presto.

    Meglio passeggiare all'aperto, correre, leggere; o stare sotto la doccia.

    E' il segreto di pulcinella: un sacco di persone hanno una palestra in garage comprata a saldo che dopo il primo mese di entusiasmo non si usa più.

    Perchè la socialità live è parte fondamentale; in uno dei mie anni di "gloria" in palestra ricordo l'orgasmo che era andare molto prima sul posto di lavoro. Arrivavo verso le 16,30-17,00. Un saluto alle autorità, un caffè di benvenuto, una letta all'Arena. Poi mi allenavo coi pesi con molta calma, e un buon kilaggio di chiacchiere assortite con vari personaggi locali. Questo fino alle 20,00 ; poi chill-out per un'ora. La lezione iniziava alle 21,00...

    E poi, caro insegnante, scusa la battuta finale..ma cosa mi stai mostrando dietro? Abitiamo nelle stesse zone, avrai anche una bella casa, ma sullo sfondo vedo sempre armadi, letti sfatti, lampade, cucine da pulire, balconi nebbiosi, ciabatte per terra, jeans che non sanno di rock ma solo di non stiro. Altrove posso vedere isole tropicali, deserti incantati e rooftops urbani (i miei preferiti).

     

    Signore e Signori, pensiamoci; il mondo online è fatto ad uso e consumo dei grandi e grandissimi; voi e noi che "facciamo" e vendiamo Yoga siamo "piccole attività con un alto tasso di aggressività e espansione" (Jok...dice così nel secondo film presentando la sua banda), e come tutte le piccole attività viviamo di prossimità, relazioni, passa parola.

    Come i tanti bei negozi sottocasa che magari sono un po' più cari e meno assortiti ma rendono le nostre cittadine belle, vivibili e ricche.

    E con una proficua partita di giro, da queste piccole imprese che funzionano vengono i clienti dei corsi yoga locali, non dalle grandi corporate.

     

    Per concludere il nostro super Eroe potrebbe provocarci dicendo: " Fate come volete ma non fate un corso virtuale solo per adeguarvi alla paura di non lavorare".

     

    Pensiamoci....

     

     

    HATHA YOGA: PERCHE'?

     

    E che blog sarebbe senza parlare di Hatha Yoga?

    Spesso quando si parla di un argomento qualsiasi, le persone che si suppongono “ferrate” in materia, danno spesso

    tante cose per scontato. Tanti aspetti, sfumature, intoppi, salti che invece per le/i novizie/i non lo sono per niente. Non credo sia supponenza, più probabile che non si noti o veda la necessità di dare un perchè teorico agli esercizi pratici, e si ha tanta voglia di dire tutto in poco tempo, fagocitati dal velocismo modernista. E' sempre il solito discorso, facciamo fatica a rallentare, a dare e prendere tempo.

    Perchè quindi una lezione di yoga, per la maggior parte degli insegnanti verte sullo yoga fisico, sull'hatha yoga? ( ho preso la definizione hatha yoga per esteso, quindi comprendendo tutte le molteplicità di stili e scuole che vertono sulla pratica fisica come main feature della lezione; solo per comodità, tutto qua...)
     

    Se è vero che lo Yoga è novantanove per cento pratica, è anche vero che quell'un per cento ha un suo gusto e sapore, come il sale sull'arrosto o la vinagrette sull'insalata veg. Come l'aceto balsamico sul grana, come la curcuma sul cetriolo. La panna montata sulle fragole, il Jack Daniel's sul venerdì sera.
    Insomma, sapere dà sempre un suo gusto.

     

    Forse bisognerebbe farla completa e partire dalla domanda delle domande, dal big bang di ogni discussione, Cos'è lo Yoga?
    Ma questa avrà un pezzo tutto suo.
    Possiamo intanto percorrere solo la galassia più vicina e quindi provare a spiegare, perchè “a yoga si fanno esercizi.”
    Sempre appunto un po' banale a chi pratica da qualche tempo e con passione, ma sinceramente non lo è.

    Molte volte alle prime lezioni di un corso, o anche solo alla prima, mi è stato detto “ bellissima lezione, non pensavo ci fosse così tanto movimento”, oppure “ che bello lo Yoga fisico, non pensavo...” ma anche...”scusa non fa per me; non volevo esercizi, pensavo ad altro; grazie lo stesso e a presto!”
    Non vi è mai stato giudizio per chi molla subito, né delusione; si attendevano una lezione diversa, non si aspettavano tanti esercizi, più o meno complessi. Non vi era risonanza insomma, andranno verso altri lidi.

    Partiamo allora da alcune valutazioni prettamente pratiche al...perchè si pratica.
     

    Gli esercizi sono innanzitutto l'anello di congiunzione, lo spazio comune, tra tutte le varie motivazioni che spingono sia ad insegnare che a frequentare.
     

    Le Asana ( il nome degli “esercizi” e delle “posture”) vanno bene per i trainers che vogliono solo allenare, e per chi vuole solo allenarsi. Per chi vuole un allenamento completo o per chi vuole un ottima forma di integrazione ad altri sport che vengono praticati.
    Oggigiorno, nell'ambito del fitness e dell'atletismo, specie se si vuole arrivare a certi livelli, sì è capito che bisogna “integrare” diverse pratiche, diversi esercizi, diverse metodologie; ecco lo yoga allora che salta fuori in lezioni di pilates, di training funzionale, o come semplice closure di una sessione di pesi.

    Però potremmo percorrere anche altre strade sterrate partendo da una domanda laterale molto provocatoria; ma siamo sicuri che lo yoga fisico (n.b. Anche star seduti in meditazione è di per sé una postura asana) sia nato per “allenare” ? Cioè...se leggessimo un antico testo dove si accenna all'hatha yoga, allenare il corpo è il fine?
    Non importa ciò in cui crediate; qui stiamo facendo solo Accademia. Sta a voi quale valore dare a questa Accademia.

    Lo Yoga Fisico, nasce come ramo di quel grande magma che è il Tantrismo.
    Difficile da spiegare e comprendere appieno, e appunto per questo meraviglioso, questa corrente dalle mille porte aperte, diciamo che parte da un assunto fondamentale: non può esservi Coscienza Risvegliata – Shiva - Maschile senza Energia Risvegliata – Shakti – Femminile.
    Ora non fermiamoci e andiamo immediatamente al “pratico”; perchè su cosa sia la Coscienza potrebbero partire molte idee controverse e lo stesso Tantrismo ci direbbe un secondo dopo che... Shiva e Shakti sono, in realtà ultima, Non Differenziati.

    Dobbiamo quindi impegnarci in un percorso di liberazione e sviluppo energetico per capire chi siamo. Per darci un nuovo Nome. Non stiamo parlando solo di allenarci, né di un mero sentirci “meglio”. Vogliamo cambiare la Vita e cambiare Vita.
     

    Hatha Yoga è in realtà Ha-Tha. Contiene le parole Sole e Luna. Male and Female.

    Secondo questa visione dunque, lavorare sul nostro corpo-tempio, con “esercizi” e con “esercizi di respiro” - Pranayama - , oltre che con miriadi di altre “tecniche” e “rituali” ha il grande fine di smuovere l'Energia del Corpo, affinche possiamo farne un migliore utilizzo.
     

    Per assaporare questo possiamo prestare attenzione ad una sensazione diciamo comune; dopo una lezione di Yoga, tutte/i si sentono “bene”.
    Si può essere più “carichi” = è aumentato il livello di energia, o anche più rilassati = l'amount di energia è stato gestito meglio. Che grande verità è già saltata  fuori! Un sacco di gente cerca lo yoga per rilassarsi, ma in realtà questo rilassamento si ottiene in un tempo relativamente breve di esercizi che “rigestiscono” l'energia psico-fisico-corporea.
    Stupefacente.... In senso reale del termine; gestire bene l'afflusso di ossigeno dà euforia, carica, e anche perchè no, felicità.

    Quando la si mette su questo piano molti mi dicono “ beh, messa così, ogni esercizio fisico, pesi, palestra sport, dà questi effetti mica solo lo Yoga!”
     

    “Bravissimo!” ecco la mia risposta. Se arriviamo a queste consapevolezze, percezioni, sensazioni sottili ma anche intense, ogni sport o combattimento E' YOGA. E' il grado di immersione in ciò che si fa, di presenza, che va verso lo Yoga o no. Lo Yoga è uno Stato. Facciamo Asana ed Esercizi per entrare in uno stato, non per qualificare o definire cosa sìa lo Yoga.
    Se sei nel momento, nel gesto, nel piacere, sei nello yoga. Se stai pensando ai tuoi mille problemi, o alle bollette non ci sei.
    Tutto può essere Yoga o non esserlo.
    Ecco l'importanza della Meditazione come Asana speciale per accorgersi dello stato in cui siamo. Stare fermi è la posture primigenia per sperimentare sia il nostro flusso energetico, che la coscienza, che lo stato in cui siamo al momento semplicemente.

    Appresa la "Meditazione" senza la pretesa di essere in Meditazione, capiremo che ogni Asana è Meditazione.

    Ma allora.. se estendiamo la visuale...ogni attività umana può essere Yoga! ; lavoro, sport, amore, relazioni, politica, business, famiglia...
    Certo!!! Ancora più complimenti!!
    Ma allora..perchè andare ad un corso di Yoga se tutto questo è vero??

    Beh, la domanda provocatoria è...”saresti arrivata/o a comprendere che tutto può essere Yoga senza mai venirci?....”

    Ecco allora che dalla roccia di questa semplice vetta emerge il Fiore del Piacere.

    Non c'è Yoga più bello che quello che viene disciolto nella vita di tutti i giorni, senza cambiare o aggiungere colori alla tavolozza del nostro Picasso o Raffaello personale, ma solo dando una brillantezza in più.
     

    Voglio che andiate ad una classe solo perchè vi va; perchè vi piace. Senza scopi o fini se non quello di abbandonarli. Perchè vi piace muovere il vostro bel culo e allenarlo. 

    Semplice mi pare...

     

    BE HERE NOW : DON’T GO AWAY. LONDON, IL BRIT POP E L’ESISTENZA DELLA SOUL

     

    Che Stelle gli O.

    Cantano così in uno dei loro dischi di maggior successo, anno 1997.

    Sembra il titolo di un perfetto momento yoga ; be here now, sii qui adesso nell’adesso, non andare via.

    Molte delle più belle canzoni in genere sono pensate e scritte e cantate e suonate per essere lette su piani diversi, per cui non possiamo sapere a chi L.G. si stesse rivolgendo, forse a sè stesso.

    Che Stelle gli O. Tre album di grande successo nello span di 3 anni, dal 1994 al 1997, e senza i litigi sarebbero stati due. Il Brit Pop era all’apice del successo, dando un’immagine tutta refreshata ad una città Londra, e ad un paese, il Regno Unito che cavalca sempre l’immaginario e la fantasia di giovani di generazioni trasversali.

    Canzoni, dai Beatles in giù, che avevano al centro in forma leggera tutte le varie storie dell’animo umano; amori, famiglia, giovinezza, ribellione, senso di esistenza. La leggerezza è sicuramente strumento meraviglioso di diffusione, e sa raggiungere tutti; è certamente una delle possibili caratteristiche della musica quella di un volo senza troppe pretese ma con un carico di qualche significato di peso.

    Ricordo una copertina di Newsweek di quegli anni titolata London Rules – Why Britain is so Cool; una modella aveva per capelli una folta chioma di Union Jack, mossa come una mossa di rock ‘n’ roll. La tenevo nei libri. In lunghi articoli si sosteneva e dimostrava come l’impatto di questa ondata artistica risvegliante avesse un “tremendous” effetto sull’afflusso di turismo, capitali, persone evolute in cerca di lavoro. In sostanza una manna dal cielo.

    Insomma, l’idea del Buon Vivere e Bel Vivere era motore di crescita. E che crescita. Non c’era Mary Quant e la sua minigonna, icone degli anni sessanta, ma ho in mente l’immagine iconica di due ragazze nella metro.

    Una di loro, con giubbotto di pelle e lunghi capelli lisci e biondi, si passava la mano sul viso spostandoli lateralmente; alla narice un orecchino…. Avrei rivisto quell’immagine nella bassista D’ Arcy W., e poi cercata in giro a lungo…

    Rendere “figo” un posto era insomma prezioso in chiave di sviluppo futuro.

    D’ altro canto doveva essere visto come un’“onda” ricorrente, sostenevano. Questo flusso sarebbe durato alcuni anni e poi svanito e dimenticato, per poi ritornare in un altro momento storico.

    Viene da chiedersi se anche lo Yoga non sia così; e a che punto siamo dell’onda? Crescente o discendente?

    Anche gli O. ne parlano riferendosi a quella di Sally. La Soul – Anima. Che comunque assieme a Mare e Amore sono le tre parole più presenti in tutte le canzoni da sempre. Nei testi sempre, di tutte le lingue. Esiste ? E che relazione abbiamo con Essa?

    La lingua inglese per me è sempre stata un piacere, e stranamente abbastanza facile da imparare. In realtà tutte le lingue mi piacciono, e persino il tedesco non mi sembra così impossibile ma anzi affascinante.

    Tra l’altro le ritengo due culture che dal punto di vista della diffusione dello Yoga siano quelle di maggior successo e varietà. Latino idem. All’università l’esame d’inglese mi è risultato talmente facile che sono riuscito a non prendere trenta; semplicemente nessuno studio, né esercizi e mi sono fermato al ventisette dello scritto.

    Preferivo rilassarmi a volte seduto nel chiostro; o all’ultimo piano di una Chiesa trasformata in libreria – piccionaia; che bella Verona. Il suono di quel posto era l’insieme di tutte le varie voci giovani che tutto facevano lì, tranne restare in silenzio. Anzi, chi voleva il silenzio proprio andava altrove. Mi piacevano i libri antichi, il legno, gli angoli nascosti. Tavoli enormi e lunghissimi quasi medievali. La luce neon gialla e i bagni. L’odore della pioggia che entrava dalla pesante porta centrale di ferro quando pioveva. L’odore dell’acqua dall’Adige. Se c’era sole invece, l’odore del diesel e della benzina in aria. Ricordo molte delle pietre sul selciato da e verso il lungo Adige, tra il rosso, il grigio e il bianco. Mi piaceva quando pioveva, il bagnato su di esse, le micro pozzanghere e i laghi tra le aperture delle stesse, le rotture.

    I colori delle diverse sacche, borse e zaini, forse indici di diverse personalità. L’ autunno era l’inizio dell’anno e l’estate la fine e si portavano dietro emozioni opposte rispetto al periodo che rappresentano. A settembre o ottobre tutto ripartiva e l’entusiasmo era sempre alto, come la paura. Le foglie però cascavano, il cielo grigio piombo. Ripartivano le feste universitarie e la nebbia. E le multe per divieto di sosta.

    L’estate mi sembrava molto triste e come tutti i luoghi tristi per me quindi affascinante. Poche persone frequentavano i luoghi studenteschi fino ad esserci un vero e proprio deserto urbano tra fine luglio e inizio agosto. Ampi spazi di silenzio. Saracinesche chiuse. Caldo e afa. Profumo di sudore. Ultimi esami o pratiche da sbrigare. Silenzio Urbano.

    Lo Yoga ci dice giustamente che non bisogna guardarsi indietro e vivere il presente; ma credo che se non si cade nel passato, questo è comunque sempre un posto dove è anche piacevole ritornare e ritrovare tutte le nostre varie cariche energetiche. Il vero coraggio non è evitare le onde ma cercare di cavalcarle o di lasciarci travolgere. Spesso torno a sognare quei giorni. E in sogno faccio tante cose uguali, tantissime diverse, tantissime alternative.

    Viceversa altri esami erano assai ostici, nonostante lezioni e studio. Altri filavano via con altre sfumature.

    Tutti hanno esperienze di vita più o meno simili; i cultori del tutto mente riportano tutto sempre all’educazione, alle nostre storie personali, all’impegno. Meccanismi appresi come altri. Ma non convince.

    Da dove arrivano allora certe qualità, pulsioni, passioni che appaiono come dice in inglese “apparent” cioè evidenti ? E’ innegabile che siano innate; lo sforzo sta nel farle emergere.

    Ma se sono innate perché queste e non altre ? gioco del caso? Genetica? Forse ma in tal caso sarebbe facile trovare parenti vicini a questi ragazzi molto simili a loro, raramente è così.

    Quante volte poi ho sognato, in senso proprio notturno, paesaggi e storie britanniche. Antiche o moderne. Adoro le spiagge ma se chiudo gli occhi la mia Anima (cos’è?) va verso boschi notturni con ben poca gente attorno. Notti stellate e fuochi. Neve.

    { 24 Giugno 2021 ; anche stanotte ti ho sognato e } ……

    Ore, nel 23 febbraio di un anno, cioè il giorno prima del compleanno, ricevo l’invito – richiesta ad insegnare yoga ad una personalità importante dello show inglese. Va da sé che lo sviluppo porta ad avere con lei lezioni private e progetti.

    …----…..-----….----….-----….----….-----

    Chiunque abbia un’esperienza empirica con un minimo di frequenza delle tecniche di meditazione, rilassamento e delle persone a lezione, credo possa condividere con me questa esperienza; propria dell’insegnamento.

    Cerchiamo di guidare le studentesse e gli studenti di un corso ad una esplorazione di sé tramite uno “sgombro” della mente. Partendo da una posizione seduta, schiena eretta, occhi chiusi. Controllo del respiro, afflosciandolo su se stesso o tramite tecniche di Pranayama. Liberare pensieri, emozioni, lasciar andare.

    Lasciar emergere altre emozioni, sentimenti. Osservare. Non giudicare. Ampliare. Osservare. Testimoniare. Raggiungere un vuoto. Ok. Semplice tecnica. Per me pratica davvero quotidiana. Sono quei venti trenta quaranta o anche sessanta minuti di piacere del mattino. Assieme ad altri.

    Ma in realtà questo vuoto poi non è mai vuoto del tutto, invece sembra più una nube di galassia con al centro un sole. Certamente si riesce a percepire spazialità, benessere, fusione in qualcosa di più grande.

    Eppure emerge sempre una sensazione più profonda o più; centri e punti di energia attivati, un senso di presenza. Una forma di identità estremamente più vasta ma comunque identità. Pace, ma non noia, nè immobilità. Gioia ma in movimento, o con la percezione di una potenziale esplosione.

    Questo centro sembra sempre guidato da alcune forze e impulsi primordiali: la voglia di far parte appunto di qualcosa di più grande, la voglia di fare qualcosa di grande nella propria vita, un senso di missione che spinge ad essere una parte e prendere una parte, a dare significato alla propria vita nel qui e ora. Sicuramente consci di essere minuscoli ma proprio per questo unici.

    La voglia d’amare e di essere amati. Più ancora, anche la voglia di affrontare di più le proprie battaglie, le proprie missioni. I significati.

    Che bello lo Yoga; esiste un concetto che mi piace molto, quello di Sangha. In inglese “ Community of like- minded people”; letteralmente comunità, gruppo di persone che condividono idee, percorsi, stili di viti. Stretti ma sempre individualistici. Your Vibe Attracts Your Tribe. Una tribù dove ritrovarsi.

    Ma mi piace giocare con il verbo to like; quindi anche comunità di menti che si piacciono ci sta.

    Una tribù di persone che si piacciono.

    In alternativa il rilassamento può portare in forma avanzata all’addormentamento e quindi ad un ritorno all’inconscio dei sogni, simboli, immagini.

    Mi pare che molte persone cerchino la pace non per starci; ma solo come pulizia, momento di chiarezza per trovare il turbo e vivere più appieno. Sicuramente chi ha indole guerriera ha questa pulsione.

    E’ giusto che ognuno trovi la sua risposta, al perché di questa cosa. A me preme sottolineare come la “pace” sia molto spesso uno stato che anche se desiderato, poi viene “abbandonato” quando sperimentato.

    Anzi, trovare nuovi stimoli per affrontare la vita di ogni giorno dà una grande gioia. La vita è dinamismo e movimento e quindi non può restare in uno stato di equilibrio se non per brevi momenti intermittenti.

     

    ……----……….-------…….------……------……..

    Esiste l’Anima ?

    Secondo me sì, come Entità.

    Potrei dare i miei motivi di questa convinzione, ma non mi va, credo comunque che siano veramente presenti tra le righe, le pieghe e le note di quanto ho detto e raccontato. Mi pare che solo l’esistenza dell’Anima dia la risposta a tutti gli interrogativi emersi e un significato a tutte le storie.

    Mi piacerebbe anche in questo caso che tu ti dessi sempre comunque tutte le possibili possibilità, su temi su cui veramente nessuno può dire di avere verità spendibili facilmente. Possibilità di cambiare e trasformarsi.

    E’ estremamente probabile comunque che, se sei arrivato alla fine di questo capitolo, la tua risposta è sì. Ed è questo il motivo per cui, volutamente, è stato tenuto così lungo e a lungo.

    Allora sì che forse mi va di darti un advice ; cerca il tuo Sangha. La tua Tribe.

     

     

    TUTTO CON MELISSA SUL MARE

     

    Ho sempre adorato il Basso e chi lo Suona.

    Le quattro corde. La forma allungata, pesante, possente.

    Il suono caldo e voluttuoso, arrotondato, melanconico, goth ma anche allegro e ironico, fa da sfondo alle ballads rock o ai pezzi più hard. Dà ritmo.

    E' congiunzione tra la chitarra e la batteria. Sa avvicinarsi con tatto al pianoforte o ad altri strumenti antichi.

    E' quasi sempre un pezzo unico in una band con una/un sola/o membro a suonare.

    E' così bello sulle persone alte e magre; per loro è arma o il miglior vestito; slancia ancor più la figura. Esalta i muscoli tirati.

    Meglio ancora se sul basso cadono extensions rosse, nere o biondo luminoso. O lacrime blu.

    Chi suona il basso inarca spesso la schiena all'indietro plasticamente, un movimento sensuale, una back be/and sui generis.

    Suonare il basso permette di essere introvert e calcare comunque la scena del successo. A volte si può cantare.

    Suonare il basso vuol dire scorrere le mani lungo una lunghissima striscia di metallo e note.

    Il basso non sa di vino, nè di champagne; il basso sa di whiskey. Sa di stivali che affondano nella melma di Appalachia o del Tennessee e solo dopo arrivano in Cali-Kali.

     

    Ci sono giorni, anche lunghi, i cui non vorrei fare altro che suonare il basso; stare in una stanza da solo o in compagnia e suonare questo strumento; o meglio reimparare.

    La luce soffusa.

    Buttare via tutto, o perlomeno mettere tutto da parte, udite, udite, anche lo yoga. Sono un'altra persona.

    Una forma di rinascita, in un'altra arte.

     

    Vorrei che seduta a fianco a me ci fosse Melissa Sul Mare.

    Suonare il basso con Melissa Sul Mare.

    Ridere e piangere con Melissa Sul Mare.

    Bere Whiskey con Melissa Sul Mare. Tanto Whiskey.

    Avere la maglietta del Jack Daniel's addosso, quella che avevo vinto a 18 anni.

    Perdermi e ritrovarmi con Melissa Sul Mare.

    Scrivere canzoni con Melissa Sul Mare.

    Telefonare al manager con Melissa Sul Mare.

    Andare in Turnè con Melissa Sul Mare.

    Bere ancora Whisky con Melissa Sul Mare.

    Ridere ancora con Melissa Sul Mare per quella cosa che è successa quel giorno.

    Io sono di fine febbraio e Melissa Sul Mare del 17 marzo quindi andiamo d'accordo.

    Melissa Sul Mare mi ossessiona. Melissa Sul Mare è il Giro della Vita e di Basso.

    Sì, questo pezzo è dedicato a Melissa Sul Mare.

     

     

    Ben più di una volta lo yoga si è cimentato nelle disquisizioni sull'ego, spesso con la folle pretesa di "superarlo".

    Che stronzata.

    Sicuramente praticare yoga vuol dire osservare e saper indagare sull'Ego, nella missione di far emergere qualcosa di più che si possa definire Sè.

    Ma l'Ego c'è ed è molto divertente; è il personaggio che viviamo, è l'insieme dei mille personaggi che viviamo o possiamo vivere.

    Ognuno di noi interpreta personaggi e non può fare altrimenti; dobbiamo calarci in dimensioni relative di reale. Qual'è il problema? Anzi è divertente.

    Bellissimo avere mille volti, mille alternative di vita; mille modi di far emeregre le nostre qualità, mille e miliardi di modi di suonare le note di basso. Il nostro inconscio è pieno di potenzialità infinite.

    Tra l'altro, anche chi vuole superare l'ego sta scendendo nel personaggio del superatore di Ego, e diventa ridicolo e risibile.

    Il problema c'è quando ci identifichiamo e ci attacchiamo ai personaggi; quando diciamo io sono....e ci attacchiamo qualcuno o qualcosa. Impariamo a dire solo IO SONO e ascoltiamo i puntini dopo..... le note.

    Molto meglio un impegno continuo di rifinitura, smussatura e plasma dei nostri Ego così come fa uno scultore intento a far emergere un'opera d'arte; evolvendo e cercando di migliorare, senza perdere la gioria della testimonianza.

    Mi darò ancora quindi tutta la liberta, ogni volta che vorrò, di voler essere con Melissa Sul Mare.

    Capelli Rossi, Occhi Verdi, Marzo 1972.

    Penserò a quanto saremmo andati d'accordo, a questa vita alternativa di musica, gloria e fama.

    Per quanto ci sforziamo di impegnarci in ciò che sappiamo fare e decidiamo di fare resterà sempre la grande verità che ognuno di noi può vivere una moltitudine di vite diverse o non si sa mai prima quale sarebbe "la migliore". Le lezioni si imparano in corso d'opera.

    La cosa migliore che possiamo fare è cercare di essere sempre entusiasti e aperti alle novità; pronti a fare cose diverse anche disparate. Pronti ad essere sempre bambini anche se quarantenni, alle nuove avventure e sfide.

     

    Senza ipocrisie però, è ovvio che se a volte pensiamo a "quello che sarebbe potuto essere" possiamo essere avvolti dalla tristezza, dal dolore, dal rimpianto; è la famosa nebbia di cui sopra.

    Certo, ci puoi finire.

    Per me appunto succede a volte quando penso a Melissa Sul Mare e non ho niente da dirvi su come fare. Si soffre. Si soffre anche molto e si vorrebbe buttare via tutto; studi, conoscenze, professioni.

    Si vorrebbe tornare indietro, rifare daccapo. Si prega per avere questa possibiltà.

    Tutto il mio regno per un cavallo, no, tutto il mio regno per tornare al 1998 e avere vent'anni.

    Per non soffrire troppo ci vuole qualche messaggio inaspettato da qualsiasi sia la sfera in cui crediate.

    Personalmente mi aiutano delle "prove", delle "tracce", dei "segni".

    Il basso l'ho sempre amato.

    La maglietta Jack Daniel's l'ho vinta.

    Tengo bene il Jack Daniel's, ma altro meno.

    Il tuo disco è uscito nel 1998. Quando ho compiuto vent'anni.

    Ho scoperto che Melissa Sul Mare ha suonato per poco in uno dei miei gruppi preferiti. Il loro CD di maggior successo sono stato il primo a comprarlo a Lonigo. Certificato.

    Ritorna allora una forma di felicità parallela, e una fede orizzontale e verticale.

     

    Melissa Sul Mare è qui Stanotte.

     

     

    EVERY BODY IS BEAUTIFUL

    Quasi quaranta anche Lei,

    Miss XXX raggiunge i suoi primi quarant’anni. Molto è cambiato in tutto il suo essere, ma molto anche no. Lo stile è sempre vittoriano, e lo

    charme è anche aumentato. I punti di forza estetici, la voce rock e strumentale, e la personalità sono sempre intatti.

    Eppure perché negare, non sono certo i vent’anni; certi abiti non li mette più, anche se potrebbe. E si vede il passare del tempo, senza dirlo con

    nessuna tristezza o nostalgia. Meravigliosa sempre. Indossa però spesso lunghi abiti neri; morbidi sui fianchi. In tono con i capelli. Non era una

    con curve accentuate ma ora sì le ha messe su, anche forse in seguito alla gravidanza. Ha bei fianchi morbidi. A me piace molto in questa sua

    nuova versione. Un realismo look e hard rock che si svolge lungo lo scorrere del tempo. Ma queste curve sono il frutto di sogni inseguiti e r

    ealizzati e di arte e successo; non di pigrizia, ubriacature, junk food e notti sprecate. Notti estive di musica invece. E questo le rende per me i

    rresistibili.

     

    Oggi ci si allena molto in palestra e questa è una gran cosa. No, non è il solito incipit fatto per poi iniziare a smontare una tesi. Allenarsi,

    qualunque sia il modo e la scelta, i tempi, lo sport, la disciplina, le stagioni, le compagnie, i pesi e gli attrezzi, i tappetini, i blocchi, l’insegnante,

    va bene. I benefici sono sempre evidenti, anche il solo scaricare la mente e prendere fiato di una passeggiata serale. Anche il tempo dedicato

    va sempre bene. Ognuno ha impegni diversi; per esempio i genitori fanno davvero sforzi eroici per ritagliarsi a volte poche mezz’ore a

    settimana per sè. Pensiamo poi a chi ha problemi economici, e che rinuncia a qualcosa pur di pagarsi un corso o una singola lezione. Tutte

    varie forme di eroismo forse, senza esagerare con le parole. Io personalmente sono però sempre grato a chi investe tempo e denaro e fatica

    per studiare yoga con me.

    Ecco quindi come l’ultima riga spiega l’avvertimento provocazione contro una deriva che ben poco a che fare con il sano lasciarsi andare, così

    gustoso in Shavasana. Una deriva propria del mondo fitness di questi ultimi anni che, vedendo la “torta” dei margini economici sempre più

    ridotta, bombardano gli sventurati – avventurosi clienti di una serie di pressioni, inviti d’acquisto, inviti d’investimento che partono certamente

    con giusti intenti, dal concetto di miglioramento personale, ma vanno poi mi pare troppo oltre.

    Ci si invita ad usare una scheda personalizzata di allenamento, che deve essere cambiata e aggiornata dopo un periodo. Soldi, tempo e

    confronti. Per ottenere di più ci si chiede di spendere di più in personal training. O ancor più in dietologia magari. O ancor più in trattamenti

    spa…

    E via andare: spese, giudizi, confronti, tempi prefissati. Ci alleniamo con pezzi di carta che gestiscono il nostro tempo, e con schermi che ci

    danno il ritmo magari con musica assordante. Seguiamo alla lettera le lettere delle vitamine da assumere pre-durante-post allenamento. E giù

    altri soldi. Al supermercato scartiamo i prodotti semplici e naturali perché simbolo dell’ortodossia bio o veg , e investiamo invece in prodotti

    ancor più lavorati, convinti di ottenere quella proteina in più che realizzerà i nostri sogni. Prodotti animali e con grande dispendio di energia per

    produrli, in periodo storico in cui tutti si interrogano, tra l’altro, su come dare uno sviluppo sostenibile ad un pianeta, Nostra Madre Terra, che ce

    lo chiede a gran voce. Tra l’altro. E giù soldi. Ci facciamo prendere le misure in stanzini, ma magari vorremmo farlo in boutique. E giù soldi.

    Ben inteso. Queste pratiche hanno quasi sempre grosse fondamenta scientifiche e le considero davvero interessanti, utili ed efficaci. Sì, danno

    i risultati e spesso sono gran risultati. Conoscere un po’ di biomeccanica e di principi di nutrizione è qualcosa davvero da fare. Per esempio,

    nel mio caso, scoprire come andrebbe fatta, e con cosa, la colazione del mattino è stato rivelatorio. Tempo fa la saltavo sempre; ora non la

    salterei mai e starei a tavola almeno mezz’ora. E si sente la differenza tutto il giorno. Con la biomeccanica ho sicuramente migliorato il mio

    allenamento in palestra, e non ci sarei arrivato se non avessi investito il mio denaro e tempo in quella formazione.

    Il problema non è la scienza, il conoscere cose e funzionamenti; il problema è chi la usa, come e per quali fini. E chi applica la scienza, perché,

    con quali fini, il che va sempre valutato e indagato, perchè stiamo parlando di un'attività umana come tante altre.

    Io posso allenarmi scientificamente in maniera libera, gioiosa, globale, integrata con altre pratiche, per stare davvero bene con me stesso ed

    essere il meglio di me; lo stesso.

    Oppure posso farlo partendo da pretese egoiche e facilistiche, sperando in cambiamenti impossibili, insperati e magari ingiusti. Un ego che si

    sforza al massimo tramite l’allenamento per creare un alter ego che corrisponde a cosa? A modelli pre-imposti e facilmente venduti. Da chi?

    Le palestre sono sicuramente imprese e come tali devono giustamente fatturare e vendere, specie se in situazioni di precarietà e basso

    guadagno per abbonamento, quindi devono vendere altro. In questo si fanno aiutare da media, pubblicità e altro che per vendere a loro volta

    altro altro spingono su modelli a cui il consumatore è spinto a tendere.

    E fino a questo la cosa non mi sconvolge né scandalizza, è giusto nel nostro sistema. Il problema è che in questo ambito si possono suscitare

    problemi alla persona. Il continuo confronto con i modelli chiude le porte ad un vero amore per se stessi, per il proprio corpo, per ciò che

    veramente si è. Dov’è la gioia di muoversi? Dov’è la spontaneità? Guardate che se cerchiamo il wellness e il fitness (due concetti secondo me

    leggermente diversi) basta ben poche cose fatte quotidianamente a costo zero o quasi: la passeggiata serale quotidiana, alcuni semplici

    esercizi di base, la cura della postura. E il gioco è fatto. Al limite c’è da investire su paia di scarpe e qualche outfit che veramente ci piaccia

    indossare. La cura dell’alimentazione è talmente importante poi che non è necessario soffermarsi più di tanto, ma va ripetuto quanto sia “forte”

    se vogliamo ottenere controllo (non perdita) di peso, gestione ormonale, crescita muscolare, bellezza di pelle e capelli.

    Chi ha detto poi che i modelli attuali sono “eterni”? Facciamo un esempio: negli anni ’50 e 60’ il biondo era il colore della bellezza e quello da

    indossare per una donna; ancor più negli anni ’80, fino al platino. Cade tutto o quasi negli anni ’90 o duemila quando il moro, o brunette risulta

    più alla moda. E’ presumibile poi che nel prossimo futuro altri canoni di bellezza saranno proposti, più in linea con i cambiamenti sociali. Quindi

    paga e investi per un modello, che presto cambierà.

    Alla nostra società poi piace molto glissare sulla sofferenza emotiva, animica e spirituale delle persone, e sul malessere psicologico. E ce n’è

    tanto in giro. Quindi, dovremmo chiederci: quanto questa pressione va incidere su casi disturbi alimentari, ansia, depressione, e quant’altro?

    Una domanda va fatta. Se ci alleniamo per poi tornare ad essere più infelici, meglio stare sul divano.

    Ma questo è un blog di yoga anche: e cosa ha da dire lo yoga su tutto ciò?

    Partiamo dal concetto di Prakriti : Costituzione. Ognuno di noi ha una sua costituzione, che può essere migliorata ma non sconvolta.

    Migliorata, potenziata, sviluppata al meglio, ma non stravolta o uniformata. Potremmo poi aggiungere poi come per molte scuole il Corpo sia la

    Casa dell’Anima. Il campo, la manifestazione di qualcosa di molto di pù; Energia, Spirito. Meravigliosa questa Unità, unità d’intenti anche.

    Sì perché se le cose stanno così, è grazie al corpo che riusciamo a sperimentare milioni di esperienze di vita che nutrono la nostra Anima. Che

    senso ha  quindi misurarlo con quello di altri/e ? Una prospettiva rivoluzionaria e liberatoria; esistono molteplici forme di bellezza e armoniosità.

    Fascino ed erotismo quindi partono dall’interno e da come viviamo. Essere attraenti dipende da una moltitudine di fattori che a volte sono

    imperscrutabili. Se la formula magica fosse il muscolo grande o la rifinizione o il livello di grasso corporeo saremmo a posto. Oppure no.

    Perché qui sta il fascino del Fascino. Mi pare ci sia molto da valutare prima del nostro prossimo allenamento, e magari possiamo avvicinarci

    allo stesso allenamento con uno spirito diverso. Spirito…

     

    Per quanto mi riguarda posso dire che ai miei corsi e lezioni continuerò sempre a portare avanti il concetto di Body Positivity; non tendere a

    modelli, ma sentirsi modelli e…modelle. Dentro il proprio corpo da sfruttare e godere al massimo, in più dimensioni. Così come ; e questo è la

    rampa di lancio per un vero miglioramento personale che si svolge nel tempo, ognuno alla propria velocità. La tua pelle è il tuo miglior abito.